Lo sdegno delle estetiste: penalizzate dalle abusive

5 Dicembre 2020

AVEZZANO. Estetiste mobilitate contro l’abusivismo e chiedono più chiarezza sulle riaperture. Nella provincia dell’Aquila ci sono ben 167 centri estetici, di cui 54 si trovano nella Marsica. Con l’ent...

AVEZZANO. Estetiste mobilitate contro l’abusivismo e chiedono più chiarezza sulle riaperture. Nella provincia dell’Aquila ci sono ben 167 centri estetici, di cui 54 si trovano nella Marsica. Con l’entrata in vigore della zona rossa tutti sono stati costretti ad abbassare la saracinesca, non senza problemi. Ieri mattina, nel piazzale antistante la Confesercenti, una delegazione ha protestato in modo silente contro le tante estetiste abusive che, nonostante le norme per il contrasto al coronavirus, continuano a svolgere il lavoro illegalmente nelle abitazioni. «Stiamo lavorando da anni alla lotta all’abusivismo e ora più che mai alla luce di quello che sta accadendo», precisano Arianna Pulsoni, estetista, vice presidente della Confesercenti di Avezzano e coordinatrice regionale del comparto estetico, «il lavoro sommerso è molto grave e continua a esserci nonostante le restrizioni per il Covid. Non possiamo accettare di rimanere chiuse e di ricevere decine di segnalazioni di clienti che ci riferiscono di persone sempre pronte a girare casa per casa. Insomma, oltre il danno la beffa: noi chiuse e loro a lavorare abusivamente. E poi non abbiamo comunicazioni, non ci dicono quando riapriremo e come riapriremo. Abbiamo difficoltà a organizzarci e chiediamo alle istituzioni più chiarezza». Dietro ai cartelli rossi con la scritta “Io non ci sto”, si nasconde lo sdegno di un intero settore paralizzato e sbeffeggiato dall’abusivismo. Con l’entrata in vigore della zona rossa sono stati costretti a fermarsi gli istituti di bellezza, di manicure, pedicure, le attività che fanno tatuaggi e piercing e quelli per i servizi alla persona. «Il settore estetico, già in estate, si era adeguato alle normative vigenti e stava procedendo tutto per il meglio», commenta il direttore di Confesercenti, Carlo Rossi, che ha preso parte alla protesta, «è stato bloccato con la zona rossa e si teme che anche con le imminenti riaperture possa avere difficoltà. Venendo meno gli spostamenti tra i comuni, i centri estetici avranno inevitabilmente un crollo. A questo va aggiunto il problema dell’abusivismo che sta diventando sempre più serio. Lavoreremo a un protocollo, da condividere con le istituzioni, affinché episodi di persone che girano per le case e continuano a lavorare senza autorizzazioni non ci siano più».