Lo sfogo del sindaco: «Non mi dimetto»

Di Masci insiste: «L’esperienza della giunta tecnica è finita». Ma per adesso i suoi assessori restano al loro posto
SULMONA. «Io non mi dimetto. Resto al mio posto per portare avanti progetti fondamentali per lo sviluppo economico della nostra città». Lo ha detto in maniera perentoria il sindaco, Annamaria Casini, alzando anche la voce nei confronti del presidente del consiglio comunale che ha provato a farle rispettare i tempi d’intervento. «Sto parlando alla città, sono il sindaco e pretendo di essere ascoltata, in un momento fondamentale per il futuro di Sulmona e dei sulmonesi. Sulmona ha bisogno di unità e determinazione per portare a casa risultati a portata di mano a e riportare la normalità avendo orgogliosamente chiuso un mandato dopo oltre 15 anni». «Sulmona ha bisogno di fatti, di gente che lavora», ha concluso «non di inutili discorsi incomprensibili ai cittadini frutto del solito politichese». Il sindaco non si dimette ma vuole arrivare fine del mandato, lo ha detto chiaro ai consiglieri presenti all’assise che secondo alcuni doveva essere l’ultima seduta dell’era Casini. «È il consiglio che deve mandarmi a casa assumendosi la responsabilità. Io vado avanti». Un discorso a tratti drammatico arrivato dopo quello di Di Masci con cui l’ex sindaco ha ribadito la fine dell’esperienza della giunta tecnica e il fatto che il sindaco non può contare più su una maggioranza certa. Gli assessori di riferimento di Di Masci restano però al loro posto, almeno fino alla fine del mese quando saranno più chiari gli scenari politici nazionali, dai quali dipende anche la sorte del sindaco di Sulmona. Eppure se la maggioranza non esiste più, paradossalmente la minoranza non si decide a ricorrere né alla mozione di sfiducia, né alle firme per decretare la fine dell’amministrazione comunale. «È la maggioranza che deve decretare il proprio fallimento», hanno ripetuto in tanti dai banchi dell’opposizione. Quasi a scandire una nenia. Insomma ognuno resta al proprio posto Si gioca al cerino acceso che passa di mano in mano, fin quando uno dei protagonisti i resterà con le mani ustionate e dovrà mollare. Intanto Roberta Salvati, si è presentata in aula indossando vistosi guanti color verde, ad attestare la sua nuova appartenenza. Anche se con tono polemico nel corso del consiglio ha diffuso una nota in cui annuncia il ricorso al prefetto dell’Aquila.
«Trovo il mancato riconoscimento della costituzione del gruppo “Lega Salvini Premier Sulmona”da parte dell’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale una grave scorrettezza istituzionale», ha commentato.
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