Lo sfogo dell’assessore leghista: «Invasi da spacciatori e africani»

De Santis, che è anche portavoce regionale del Carroccio, sfida FdI sull’immigrazione clandestina: «Stop agli sbarchi. Basta riempire l’Italia di gente che non fa altro che sentirsi padrona dei quartieri»
L’AQUILA. «Progetti Case pieni di spacciatori» e «quartieri con dentro condomìni interi invasi da africani». Frasi choc, queste, che danno la linea alla Lega e fanno scoppiare un vero e proprio caso politico a pochi giorni dalle elezioni regionali. Perché a scriverle – in un messaggio pubblico sui social – non è un esponente qualsiasi del Carroccio, ma l’assessore comunale all’Urbanistica Francesco De Santis, che è anche portavoce della Lega Abruzzo.
La sua è una presa di posizione sul tema caldissimo della sicurezza nel capoluogo regionale, da mesi alle prese con un’ondata di violenze – soprattutto giovanili ma non solo – che ha fatto finire nel mirino del centrodestra anche le case famiglia che ospitano stranieri minorenni. Ma le parole di De Santis rappresentano anche una sfida politica all’alleato di governo Fratelli d’Italia sul tema dell’immigrazione clandestina.
«Il fenomeno che sta minando lentamente la tranquillità della nostra città ha un nome e un cognome: seconda generazione di immigrati clandestini»: così esordisce l’assessore e portavoce leghista nel suo messaggio pubblico. Che poi continua, attaccando anche i residenti del centro storico: «C’è una parte di città “aristocratica” che vive nei suoi palazzotti antichi e che pontifica su noi “sporchi zozzi fascisti razzisti”, raccontando favole sull’integrazione (impossibile senza lavoro) e sull’accoglienza nei quartieri delle periferie (che però nessuno di loro fa nelle belle case ristrutturate e affrescate). E poi c’è chi vive la città vera, quella fuori le mura e quella dei vicoli del centro ancora purtroppo da ricostruire, quella dei Progetti Case pieni di spacciatori e quella dei quartieri con dentro condomini interi invasi da africani. La sicurezza della nostra città ha uno spartiacque: prima e dopo l’invasione di immigrati clandestini».
Quindi arriva la sfida alla premier Giorgia Meloni e al suo partito, che passa però prima per una difesa dell’azione del municipio. Bisogna ricordare, infatti, che la Lega può vantare all’Aquila i due assessori più sotto i riflettori sul tema della sicurezza: Laura Cucchiarella, che ha la delega alla Polizia municipale, e Fabrizio Taranta, che ha invece quelle alla Sicurezza urbana e alla Videosorveglianza. «Al governo cittadino stiamo facendo i salti mortali per mettere in sicurezza la città, usando al meglio gli esigui strumenti che vengono lasciati alle amministrazioni locali», scrive De Santis. «Ma ora il nostro governo nazionale, che sosteniamo e abbiamo sempre difeso, deve trovare il coraggio di seguire le orme del ministro Matteo Salvini, che bloccò le navi degli scafisti, pagandone anche le conseguenze con un assurdo processo giudiziario per aver difeso i confini e la sicurezza della nazione. Basta sbarchi, basta riempire l’Italia di gente che non farà altro che sentirsi padrona di nuovi quartieri dove la polizia e i carabinieri non possono nulla. Basta immigrazione clandestina».
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