Lo spaccio di droga diventa un caso politico

Celano, anche D’Alessandro del bar Tequila denuncia il mercato. La Lega chiede un consiglio comunale
CELANO. Più controlli non solo notturni, ma anche di giorno, per fronteggiare la piaga dello spaccio e del consumo di droga.
Dopo la segnalazione del titolare del bar Carlino 2.0, Alessandro Della Rocca, un altro titolare di esercizio pubblico interviene sull’argomento. Vincenzo D’Alessandro, del bar Tequila, in sempre in piazza IV Novembre, mette in evidenza come il fenomeno non sia relegato solo alle ore serali o notturne, ma anche nel corso della giornata. «Ci sarebbe bisogno di maggiori controlli», ha spiegato, «anche perché spacciano droga alla luce del sole. A Celano abbiamo la fortuna di avere dei carabinieri attenti, il luogotenente Pietro Finanza ad esempio passa di continuo, è sempre una presenza costante e importante, che però non è sufficiente».
«In merito al tema della sicurezza e, in particolar modo dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti», intervengono anche i consiglieri comunali della Lega, Cesidio Piperni ed Eliana Morgante, a rimarcare «la necessità di affrontare un fenomeno dilagante tra adulti e giovani, che ormai coinvolge anche gli adolescenti». E per questo, chiedono al presidente Lisa Carusi «di convocare un consiglio comunale straordinario in cui, dati alla mano, deliberare misure e attività volte alla prevenzione e alla deterrenza delle devianze». I due consiglieri, nella seduta dello scorso mese di luglio, presentarono un’articolata interrogazione, «ma l’amministrazione», dicono, «si limitò a confutare quanto chiesto e ad affermare che Celano è una città sicura, in quanto non si era ottenuto un finanziamento su un progetto di videosorveglianza destinato alle zone del Sud Italia, considerate a rischio. Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere atto della realtà e di affrontarla, promuovendo la sicurezza di comunità come valore civico. Celano non è terra di illegalità, ma vive la complessità della società globale». Il segretario cittadino Andrea Rosa e i consiglieri ribadiscono la disponibilità a un confronto e avanzano proposte quali «l’istituzione del Daspo urbano previsto dal Decreto Salvini sulla sicurezza, l’attivazione di un progetto volto al presidio della città e alla vigilanza attiva, anche notturna, nelle zone sensibili del centro, delle periferie e delle borgate. Lo sviluppo di politiche sociali, urbanistiche e territoriali utili a prevenire i fattori di devianza. Dato il mancato finanziamento, l’impegno di risorse in bilancio di previsione per la realizzazione di impianti di videosorveglianza. La creazione di una rete con tutti i soggetti istituzionali, comprese le scuole, per monitorare il fenomeno, attivare le conseguenti azioni risolutive e promuovere l’educazione alla legalità».
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