Lo struscio e il canto del Miserere: un rito che affascina e commuove

I confratelli trinitari in abito rosso e pettorina bianca rinnovano l’antichissima tradizione sulmonese E cresce l’attesa per la Madonna che scappa in piazza, domani è previsto l’arrivo di migliaia di fedeli
SULMONA. Il passo penitenziale dello struscio, il canto struggente del Miserere, l’incedere della grande croce vellutata con tralci d’argento, il Tronco, seguita dal Cristo Morto e dall’Addolorata, appena oscillanti sul passo dello struscio, il tenue bagliore dei lampioni, hanno di nuovo affascinato e commosso la grande folla che si è raccolta ieri sera intorno alla tradizionale processione del Venerdì Santo, uscita all’imbrunire dalla chiesa della Santissima Trinità. I confratelli trinitari, in saio rosso e pettorina bianca, abito simbolo di carità ardente e di purezza, mutuato nel Cinquecento dai trinitari romani, guidati da San Filippo Neri, hanno rinnovato un’antichissima tradizione, che ogni anno attira in città migliaia di turisti. Il Tronco, risalente al 1750, è opera dell’orafo sulmonese Nicola Gizzi, il Cristo Morto, di autore ignoto, risale alla stessa epoca ed è scultura di scuola napoletana. Sono i simboli del Venerdì Santo sulmonese, animato dal coro di oltre centoventi cantori, che intonano il Miserere.
PERCORSO NEI VICOLI
Il percorso, dopo l’interruzione negli ultimi anni per l’emergenza coronavirus, è tornato nella versione tradizionale per i vicoli del centro storico. Particolarmente suggestivi il passaggio lungo corso Ovidio e davanti alla facciata dell’Annunziata e l’approdo in piazza Garibaldi, dove i trinitari sono stati accolti dai confratelli di Santa Maria di Loreto, in mozzetta verde e tunica bianca, che domani mattina, su quella stessa piazza, sono pronti a rinnovare il rito della Madonna che scappa incontro al Cristo Risorto.
Insieme, trinitari e lauretani, hanno percorso l’ultimo tratto di processione, in segno di fratellanza. Un gesto che domattina, dopo il rito della Madonna che scappa, si ripeterà, quando saranno i trinitari ad accogliere la processione dei lauretani al passaggio nel loro quartiere. Suggestivo anche il passaggio nel quartiere di Santa Maria della Tomba, dove i trinitari hanno incontrato i confratelli di Santa Maria di Loreto.
Il vescovo Michele Fusco, a conclusione della processione, sostando accanto alla bara del Cristo Morto ha pronunciato una breve riflessione sul senso del mistero della Passione e della Morte di Cristo. Al seguito della processione i rappresentanti delle istituzioni con il sindaco Gianfranco Di Piero, il vice Franco Casciani, gli assessori e la senatrice Gabriella Di Girolamo.
GENTE SEDUTA AI TAVOLI DEL BAR
Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, il bar di corso Ovidio non ha smontato sedie e tavoli posti all’esterno del locale. Durante il passaggio della processione, la gente era normalmente seduta ma, per rispetto del rito religioso, senza consumare bevande.
LA MADONNA CHE SCAPPA
Domani alle 10.30 verrà celebrata la messa nella chiesa di Santa Maria della Tomba, presieduta dal vescovo Michele Fusco. L’inizio della sacra rappresentazione nella centralissima piazza Garibaldi è previsto alle 11.30. A mezzogiorno in punto la Madonna inizierà la sua corsa. Il tema centrale è quello dell’incontro tra Madre e Figlio e la presenza delle statue della Vergine, del Cristo Risorto e dei Santi, San Pietro e San Giovanni. La Madonna che scappa si caratterizza per un tratto peculiare, quello della corsa compiuta dalla Vergine in seguito al riconoscimento del Figlio.
PARCHEGGIO SANTA CHIARA
I cittadini ed i turisti potranno lasciare le loro auto nel parcheggio di Santa Chiara che resterà aperto H24 fino a Pasquetta. La novità è stata introdotta dal Comune di Sulmona per favorire la mobilità nel centro storico durante le festività pasquali. Infatti, soprattutto il centro storico, in questi giorni è meta di un consistente afflusso di cittadini e turisti, che così saranno agevolati nel trovare anche il posto auto nel parcheggio di Santa Chiara che permette l’accesso diretto in piazza Garibaldi, al centro di una grandissima attenzione nella domenica di Pasqua per l’antico rito le cui origini sono incerte e potrebbero risalire al 1600 se non addirittura al Medioevo, sebbene la prima prova sia una fotografia del 1861, conservata dalla confraternita di Santa Maria di Loreto.
La processione della Madonna che Scappa concluderà gli eventi della Settimana Santa sulmonese che, passata l’emergenza sanitaria, è tornata a far rivivere le emozioni di sempre.
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