Locali della movida e residenti: la difficile convivenza in centro

9 Luglio 2022

Gli esercenti sono fiduciosi: «L’Aquila è ripartita, ma ora parcheggi e maggiore attenzione alla pulizia» I cittadini che abitano nelle zone più frequentate: «Zero controlli sulla musica alta e sui tavolini selvaggi»

L’AQUILA . Strade più pulite, stop alla proliferazione di dehors e tavolini che impediscono o ostacolano il transito delle auto e il passeggio dei pedoni, maggiore differenziazione delle tipologie delle attività produttive e commerciali (meno pub e locali notturni e più edicole, ferramenta e farmacie). E, soprattutto, più parcheggi, senza i quali qualunque ipotesi di pedonalizzazione rimane una chimera. Sono i bisogni e i desiderata di commercianti, professionisti e residenti del centro storico. Non solo per i prossimi mesi, ovvero per il prosieguo della stagione estiva, ma per i prossimi anni. Passate le elezioni, cittadini e esercenti si aspettano dalla nuova giunta programmazione e scelte, visto anche che alcune deleghe strategiche – come il commercio (Raffaele Daniele), la cultura (Biondi), e l’ambiente (Taranta) – sono rimaste in capo alle stesse persone.
parcheggi
«Il centro è ripartito, guardiamo con ottimismo al futuro» afferma Giovanni Rotili, titolare della libreria Colacchi su corso Vittorio Emanuele. «Speriamo solo che si possa arrivare quanto prima a una vera isola pedonale. Crediamo che i tempi siano maturi per un piano parcheggi. Inoltre», aggiunge «bisognerebbe far qualcosa per riportare in centro anche alcune attività che oggi mancano, come farmacie, edicole, negozi di vicinato».
più attenzione alla pulizia
«Servirebbe una maggiore cura della pulizia delle strade. Vengono pulite e spazzate bene solo le vie e le piazze principali mentre zone come la nostra, nonostante si siano ripopolate, sono dimenticate perché un po' fuori mano», sottolinea Massimo Battista, proprietario dell’enoteca/ristorante Il Tavernacolo. «Basterebbe poco, si potrebbe iniziare per esempio mettendo più cestini»
multe a chi sporca
«È vero, ci sono punti della città sporchi ma la colpa non è dell’amministrazione quanto dell’inciviltà delle persone», osserva Michele Morelli, di Carolina&Gina, in piazza Duomo. «I cittadini e anche noi esercenti dovremmo fare più attenzione. Se in giro ci sono cicche e cartacce la responsabilità è in primis di chi le butta per terra. Io sono per fare multe salate a chi abbandona i rifiuti e per vietare il fumo in alcune zone, come per esempio la Villa comunale».
musica alta e tavolini
Se per commercianti e ristoratori il bicchiere è, in generale, mezzo pieno, professionisti e residenti la pensano diversamente. «Non si fanno controlli su nulla», rimarca l’avvocato Ferdinando Paone, residente in via Garibaldi. «Sul volume della musica che viene dai locali, sull'isola pedonale, sui metri quadri occupati da tavoli e sedie, spesso, peraltro, disposti senza un minimo di attenzione all’estetica. In alcune strade, ormai, è diventato impossibile passare, sia con l’auto che a piedi. Per non parlare delle piazze diventate ormai solo degli abbeveratoi e dei vicoli trasformati in latrine a cielo aperto».
giungla dehors
Anche Fausto Corti, avvocato con studio legale in zona piazza San Silvestro, osserva come la gestione dei dehors sia sfuggita di mano. «Un caso emblematico», dice Corti, «è quello di un locale che aveva ricevuto dal Comune l’autorizzazione a occupare 18 mq di suolo pubblico e che ne ha occupati, invece, oltre 60, con due tendoni. Teoricamente, una simile costruzione su una piazza vincolata, dove c’è anche il Maxxi, configurerebbe un abuso edilizio, un’abusiva occupazione di suolo pubblico e un’altrettanto abusiva attività di mescita. Tutti illeciti la cui repressione compete agli uffici comunali».
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