Lolli: «Fondi alle imprese I ritardi non sono nostri»

L’AQUILA. Sui 10 milioni alle imprese per il Fondo sisma 2009 esplode la polemica politica.Secondo Giovanni Lolli (ex vicepresidente vicario della Regione), «è imbarazzante e sgradevole leggere il...
L’AQUILA. Sui 10 milioni alle imprese per il Fondo sisma 2009 esplode la polemica politica.
Secondo Giovanni Lolli (ex vicepresidente vicario della Regione), «è imbarazzante e sgradevole leggere il commento degli assessori Febbo e Liris sulla vicenda del credito alle imprese del cratere 2009. Con un clamoroso autogol gli assessori confessano di aver sprecato oltre 7 mesi impedendo finora alle aziende di utilizzare risorse finanziarie fondamentali per la loro esistenza. La precedente Giunta chiese e ottenne – nell’ambito del programma Restart e dei fondi del 4% per la ripresa economica post-sisma – l’assegnazione di 10 milioni (di cui 7,8 sull’annualità 2017 e 2,2 sul 2018) per l’accesso al credito delle imprese e dei professionisti del cratere (delibera Cipe 25 del 28 febbraio 2018). Sulla gestione di tali risorse dovemmo superare le obiezioni del ministero che voleva gestirle in maniera centralistica. Dopo il visto della Corte dei Conti e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 luglio 2018, all’inizio di agosto, su mia indicazione, tramite gli Uffici del Dipartimento dello Sviluppo economico della Regione chiedemmo il trasferimento delle risorse alla Struttura di Missione, per ottenere subito la disponibilità di cassa. Anche su tale richiesta avemmo nuovi approfondimenti dal Cipe e dalla Ragioneria dello Stato, e solo il 6 febbraio 2019 ottenemmo il trasferimento nelle casse regionali dei primi 7,8 milioni. Nel frattempo, approvammo due delibere di indirizzo per agevolare con la Fira la gestione delle risorse. Dopo 3 giorni si è votato e la responsabilità politica è passata al centrodestra e da allora sono passati oltre 7 mesi. Perciò “i ritardi e l’inerzia” di cui si parla sono pesantissima responsabilità di Febbo e Liris. Ora: che gli assessori – per distrazione o per scarsa conoscenza dei meccanismi – abbiano lasciato nel cassetto un provvedimento pronto, non si giustifica ma ci può anche stare...Ma che addirittura se la prendano con chi lo ha voluto, predisposto e messo a disposizione delle imprese, è inaccettabile».

