Long Covid, l’insonnia è fattore di rischio

14 Giugno 2023

La scoperta dei ricercatori dell’Università dell’Aquila nello studio su 700 persone che hanno contratto il coronavirus

L’AQUILA. I disturbi del sonno potrebbero svolgere un ruolo significativo nella predisposizione ai sintomi che seguono, nel lungo termine, l’infezione da Covid-19. A mettere in relazione il sonno pre-infezione e il long Covid è uno studio, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Brain, Behavior, and Immunity”, condotto dai ricercatori del laboratorio di Psicofisiologia del sonno e neuroscienze cognitive dell’Università dell’Aquila. Il sonno, infatti, gioca un ruolo cruciale nella regolazione del sistema immunitario e nelle risposte infiammatorie dell’organismo: recenti studi hanno individuato proprio nell’infiammazione cronica e nella disregolazione immunitaria alcuni dei meccanismi fisiopatologici alla base dei sintomi di long Covid. «L’identificazione di potenziali fattori di rischio di long Covid rappresenta una sfida medica, al fine di garantire l’individuazione di popolazioni vulnerabili e la definizione di interventi preventivi mirati», spiega Michele Ferrara, responsabile del progetto di ricerca e direttore del laboratorio. Lo studio prospettico ha coinvolto un campione di oltre 700 persone con infezione da Covid, che sono state valutate prima e dopo aver contratto il virus. Nella valutazione iniziale sono stati misurati la qualità e la durata del sonno e i sintomi di insonnia. Nella valutazione di follow-up, i ricercatori hanno valutato la presenza di un’ampia gamma di sintomi tipici di long Covid, psichiatrici, neurologici, cognitivi, fisici e respiratori, riscontrati a distanza di uno e tre mesi dalla fase acuta della malattia. La ricerca ha dimostrato come una scarsa qualità del sonno, i sintomi di insonnia, e una ridotta durata del sonno prima dell’infezione siano associati alla manifestazione di un maggiore numero di sintomi a lungo termine post-Covid. Inoltre, i disturbi del sonno rappresentano un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di tutti i sintomi di long Covid. Ad oggi, milioni persone che hanno contratto il virus manifestano un ampio spettro di sintomi clinici che interferiscono con la loro vita quotidiana. (m.p.)