Luce e gas, il piano da 150 milioni: i giudici sbloccano il mega appalto

24 Febbraio 2023

Il Tar: è legittimo il diritto di prelazione assegnato dal Comune a una ditta attraverso la preselezione In ballo la fornitura per 15 anni a Progetto Case, uffici e lampioni, ma anche i lavori agli impianti

L’AQUILA. I giudici del Tar salvano e sbloccano (per il momento) il mega appalto di luce e gas del Comune dell’Aquila da 150 milioni di euro: è legittimo il diritto di prelazione assegnato a un consorzio di aziende.
La pratica è quella per affidare la fornitura energetica per i prossimi 15 anni a Progetto Case, edifici municipali e illuminazione pubblica. Un piano che in gran parte è composto dal costo delle bollette, ma anche (19 milioni in totale) per lavori di efficientamento energetico degli impianti comunali. E che ora, grazie al respingimento del ricorso pendente al Tribunale amministrativo, riprende il suo percorso di approvazione in consiglio comunale verso l’avvio della gara: nei prossimi giorni se ne discuterà di nuovo nella commissione consiliare Bilancio presieduta da Livio Vittorini.
Oggetto del contendere nel contenzioso al Tar era la preselezione con cui il municipio ha scelto la proposta avanzata dal Consorzio stabile Cmf (con le ditte collegate), assegnandogli il diritto di prelazione nella gara vera e propria che partirà nei prossimi mesi. A impugnare tutte le carte – e a vedersi respingere il ricorso – è stata invece la Getec Italia, attuale gestore di gran parte delle forniture energetiche comunali.
Secondo la sentenza di primo grado del Tar, la modalità del “progetto di finanza” scelta dal Comune, che prevede appunto una “preselezione”, «attribuisce alla stazione appaltante un’amplissima discrezionalità nel procedere con la scelta del promotore dell’iniziativa, dal momento che essa non è diretta all’individuazione della migliore fra una pluralità di offerte, bensì alla valutazione di un interesse pubblico che giustifichi l’accoglimento della proposta più idonea a perseguirlo».
Continuano i giudici del Tar nel loro pronunciamento: «Si tratta di una scelta che sfugge ai princìpi delle procedure concorrenziali che troveranno invece applicazione nella seconda delle due fasi, ossia nella scelta del contraente nell'ambito della procedura di evidenza pubblica».
La Getec può comunque impugnare la sentenza del Tar, trascinando il Comune davanti al Consiglio di Stato. La battaglia legale per il ricco piatto delle forniture energetiche aquilane potrebbe quindi essere solo all’inizio.
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