Luci all’eremo di Celestino V: il monumento torna illuminato

L’amministrazione comunale ha ripristinato i fari all’accesso del piazzale e agli scavi archeologici In corso i lavori del Fai sugli affreschi. E da settembre partono quelli contro il pericolo massi
SULMONA. Arriva l'illuminazione sull'eremo di Celestino V. L'amministrazione comunale, a due settimane dalla notizia che il Fai sta risistemando gli affreschi della cappella di Sant’Onofrio al Morrone, ha annunciato che è risistemato il piazzale di accesso al sentiero dell’eremo e di accesso agli scavi archeologici. Ora quindi l’area potrà essere visitata fino alla fine del mese di agosto e apprezzata dai turisti che in questo periodo si trovano in Abruzzo. Di notte l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, monumento nazionale dal 1902, posto sulle pendici dell’omonimo monte, a pochi chilometri da Sulmona, sarà illuminato.
L'eremo risale al XIII secolo e custodisce la memoria di Pietro Angelerio, il frate eremita che qui visse e che divenne papa nel 1294 con il nome di Celestino V e poi santo. «Un’area identitaria per tutti gli abitanti della Valle Peligna», hanno spiegato dall'amministrazione comunale, «e importante anche da un punto di vista turistico. L’illuminazione dell’eremo e della sottostante fascia di versante è davvero suggestiva e in queste notti estive di cieli stellati, si delinea come la nostra stella cometa. Un lavoro che ha visto la collaborazione anche dei molti volontari che hanno a cuore da anni i luoghi di Celestino cui va il nostro più sentito ringraziamento».
A settembre, inoltre, inizieranno i lavori di mitigazione del rischio di caduta dei massi con interventi in parete durante i quali ci sarà una nuova chiusura. «I lavori», ha annunciato l'amministrazione comunale, «potranno essere svolti, come prescritto dal parco nazionale della Maiella, solo nel periodo dal 15 luglio al 14 febbraio». Nelle scorse settimane il Fai ha annunciato che, grazie ai 22.442 voti dei cittadini, l'eremo risultò il luogo più votato della classifica speciale “Italia sopra i 600 metri” e per questo vennero destinati 20mila euro da Fai e Intesa Sanpaolo per i lavori di restauro degli affreschi raffiguranti: la Crocifissione con la Vergine e San Giovanni; Pietro Celestino nelle vesti di pontefice; la Vergine con Bambino dipinto in lunetta; i busti di San Benedetto, San Mauro e Sant’Antonio dipinti sulla lunetta adiacente e la volta a botte stellata dipinta in colore blu.
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