Luci alle finestre in segno di lutto Già tante adesioni da tutta Italia

Massiccia risposta all’appello aquilano per la manifestazione dedicata anche ai deceduti per il Covid La portavoce Centofanti: «Gesto di vicinanza nonostante l’emergenza che impedisce la fiaccolata»
L’AQUILA. Non sarà il coronavirus a spegnere le luci in ricordo delle vittime del terremoto. Sono tantissimi i comitati e le singole persone che hanno accolto l’appello del presidente dell’Anci (associazione nazionale dei comuni italiani), Antonio Decaro, e del sindaco, Pierluigi Biondi, ad aderire alla seconda edizione dell’iniziativa “Accendi la tua luce, L’Aquila abbraccia l’Italia”, in programma per la notte tra il 5 e il 6 aprile per ricordare le 309 vittime del terremoto dell’Aquila e le centinaia di persone che ogni giorno in solitudine stanno perdendo la vita a causa dell’epidemia da Covid-19. A renderlo noto è la portavoce del comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente, Antonietta Centofanti, che in questi giorni ha contattato i rappresentati del coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”, una rete che raccoglie in tutta Italia diciotto tra associazioni e comitati di familiari delle vittime di alcune tra le principali tragedie avvenute nel Paese negli ultimi anni. «Siamo sempre in contatto», spiega Centofanti, «e in tantissimi hanno già assicurato la propria presenza alla manifestazione. Ci saranno luci accese in tutta Italia quella notte, ne sono certa».
L’invito è a illuminare finestre e balconi con il cellulare o una candela, nelle ore in cui, 12 anni fa, il sisma devastò il capoluogo abruzzese. «Un gesto tangibile di vicinanza, soprattutto in questo momento, in cui la pandemia non permette lo svolgimento della tradizionale fiaccolata per le vie del centro storico», spiega Centofanti. «Una vicinanza che, da parte di chi, come noi, è parente di vittime di Stato, non è mai mancata. Abbiamo voluto sottolineare che anche quest’anno, come lo scorso, il gesto simbolico vuole tenere viva l’attenzione anche sulle numerose vittime del coronavirus che sta flagellando il mondo intero». Il coordinamento “Noi non dimentichiamo” unisce tragedie di ogni parte d’Italia. Ne fanno parte, col comitato familiari vittime della Casa dello studente, alla Fondazione 6 aprile per la vita e all’associazione 309 martiri dell’Aquila, comitati e associazioni che ricordano Matteo Valenti (morto in fabbrica a Viareggio), le stragi di San Giuliano di Puglia, della Thyssen Krupp, della Moby Prince, del treno di Viareggio, del ponte Morandi, dell’Ilva di Taranto, del crollo della torre dei piloti a Genova, dell’incidente ferroviario di Andria e Corato, del sisma dell’Emilia, di Rigopiano, del Vajont, l’associazione vittime Salvemini, l’associazione Adele Chiello, l’associazione Anna Aloysi, Il sorriso di Filippo, i Genitori generazione Erasmus 20 marzo 2016. «Siamo in tanti», conclude Centofanti, «e questa è la nostra forza. Il nostro obiettivo è fare in modo che l’Italia non dimentichi quanto accaduto. In questa direzione va anche la manifestazione che tra lunedì e martedì illuminerà una delle notti più lunghe per il nostro Paese».
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