Luci d’artista, polemica sui social

29 Gennaio 2019

Una foto dell’assessere Di Cosimo nel Giorno della Memoria scatena la bagarre

L’AQUILA. Una foto in posa dell'assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, in top di raso e giacca chiara, davanti all'albero di Natale in piazza Duomo, postata su Facebook nel Giorno della Memoria, fa scoppiare la bagarre. Non c’è pace per le Luci d’artista, inaugurate tra mille polemiche sui ritardi e gli affidamenti diretti per l’allestimento e la comunicazione: il sipario cala sulle luminarie, sponsorizzate da Comune e Camera di commercio, e smontate ieri, con un acceso diverbio tra l’assessore Di Cosimo e l’ex assessore della giunta Cialente, candidata alla Regionali, a sostegno di Legnini, Emanuela Iorio.
Le foto, che ritraggono l’assessore tra lucine e lustrini, accompagnate dalla frase “Il più bell’albero di Natale mai visto all’Aquila”, hanno provocato l’immediata reazione della Iorio, che ha commentato il post etichettandolo come «di poco gusto», perché «pubblicato nel Giorno della Memoria, in cui si ricorda la Shoah. Come assessore alla Cultura», scrive Iorio, «dovresti occuparti di accrescerla nei luoghi, nei tempi, nei modi e nei temi opportuni. Un post autocelebrativo alla dismissione delle luminarie non vale quanto il silenzio, in un giorno così delicato. Farsi fotografare in paillettes, sotto l’albero, il 27 gennaio, vanifica il ben fatto».
Immediata la risposta della Di Cosimo, che ha invitato Iorio «a fare un esame di coscienza», parlando di «commenti fuori posto che non aiutano in campagna elettorale. Sei talmente accecata dalla rabbia, che vedi quello che non c’è», dice l’assessore. Un secco botta e risposta, con Iorio che definisce «inopportune le foto. Si tratta di sensibilità e attitudine al rispetto. Io ho commemorato la Giornata con i miei parenti più piccoli, a fargli vedere la Pietra d’inciampo e a spiegarne il significato». E Di Cosimo che, di rimando, risponde: «Tu ne hai dimostrata tanta di sensibilità, a fare campagna elettorale nel Giorno della Memoria». E giù commenti, anche sul fatto che le luci siano rimaste accese fino al 27 gennaio, a feste finite ormai da un pezzo.
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