Luci e ombre, le foto dei detenuti

8 Giugno 2018

Domani la presentazione della mostra e un dibattito nella sala Irti

AVEZZANO. Un progetto fotografico per raccontare l’essere umano, i rischi e gli inganni della sua libertà, i momenti più o meno bui in cerca di una luce che possa rischiararlo dalle sue ombre. Ombre che spesso offuscano la mente, tolgono la cognizione affettiva e creano incertezze. “Luci e ombre” è il tema del progetto che gli allievi del corso di reportage dell’Associazione Inforidea-Idee in movimento hanno sviluppato in collaborazione con il ministero di Giustizia e il carcere di Avezzano. Gli insegnanti di fotografia sono stati Francesco Scipioni per il carcere Avezzano e Cristiana Reali per gli allievi Inforidea. La responsabile dell’iniziativa è Cristina Mura. I lavori esterni, realizzati dagli allievi amatoriali della scuola di fotografia di Inforidea, hanno affrontato temi di primo piano come la tragedia di Rigopiano, l’immigrazione, l’Ilva di Taranto, il mondo delle sette sataniche e altro. I carcerati di Avezzano, attraverso le loro foto e gli scritti, hanno preferito toccare corde più intime mettendosi in gioco loro stessi in prima persona. I promotori del progetto hanno infine selezionato gli scatti migliori, per la realizzazione di due mostre: la prima ad Avezzano, che sarà inaugurata domani alle 16.30 nella sala Irti dell’ex scuola Montessori in via Fontana, e la seconda a Roma martedì 3 luglio alle 16.30 nel palazzo della Cassazione in Piazza Cavour. La visione delle mostre sarà accompagnata da due tavole rotonde.
Ad Avezzano saranno relatori Anna Angeletti, direttrice del carcere, il sindaco Gabriele De Angelis, l’assessore alle Politiche sociali, Leonardo Casciere, Maria Teresa Letta presidentessa della Cri del comitato di Avezzano, Michele Sidoti, funzionario del carcere di Avezzano, il commissario capo Cristiano Laureti, il sostituto commissario Giovanni Luccitti e il professor Arnaldo Mariani del Liceo Scientifico di Avezzano come moderatore. Sarà presentato il libro fotografico edito dalla Herald Editore-Info Carcere a cura di Roberto Boiardi.
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