Luco celebra il nuovo missionario di fede

24 Gennaio 2021

Cerimonia in chiesa con il vescovo Santoro: Di Pasquale ordinato diacono, tra sei mesi sarà sacerdote

LUCO DEI MARSI. Un nuovo missionario di fede nella diocesi dei Marsi. Umberto Di Pasquale è stato ordinato diacono dal vescovo, monsignor Pietro Santoro, durante una celebrazione eucaristica densa di emozioni.
Di Pasquale è entrato nella chiesa di San Giovanni poco prima delle 17 accompagnato dalla sua famiglia e ad accoglierlo ha trovato il vescovo Santoro, il parroco don Giuseppe Ermili, e don Antonio D’Angelo e don Enzo Massotti, rispettivamente rettore e padre spirituale del seminario di Chieti, diversi sacerdoti della diocesi, il sindaco Marivera De Rosa e una delegazione di parenti e fedeli.
Gli ingressi sono stati limitati a causa delle disposizione anti-Covid. Con la gioia negli occhi, il 35enne marsicano, laureato in economia e dal 2014 studente del seminario pontificio regionale San Pio X di Chieti, si è sistemato al primo banco, fino a quando il vescovo non lo ha chiamato per l’imposizione delle mani.
«Caro Umberto, la dimensione della missione è sempre di più un viaggio lungo la strada», le parole di monsignor Santoro durante l’omelia, «e il tuo cuore innamorato di Cristo deve accendere luci di speranza».
Il diacono Di Pasquale, che ha svolto il suo servizio nella parrocchia dello Spirito Santo di Avezzano sotto la guida di don Antonio Salone, è sempre stato molto attivo sia nel gruppo scout del suo paese sia nell’Azione cattolica.
Di Pasquale inizierà ora il cammino verso il sacerdozio. L’ordinazione si terrà entro sei mesi.
«Nel cuore vedo che Dio ha fatto grandi cose per me», sottolinea il diacono al termine della celebrazione in chiesa, «non direttamente, ma attraverso altre persone che nella loro vita hanno manifestato il loro amore per me. Il mio grazie va allo Spirito Santo, al vescovo Santoro che mi ha accolto, a mia madre Nunziata e mio padre Elio per i sacrifici enormi fatti per me, sempre con modestia, a mio fratello Dionisio e a mia sorella Domenica, e a tutte le persone che mi sono state vicino».
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