Luco dei Marsi, devasta il bar con un ascia per vendicare l'offesa al figlio

22 Agosto 2015

L’imprenditore 45enne minaccia le bariste poi si giustifica: "Ho perso la testa". Nel locale c’erano anche diversi clienti

LUCO DEI MARSI. Con una grossa accetta entra in un bar pasticceria e inizia e inveire e a minacciare le bariste. L’uomo voleva vendicarsi e andava alla ricerca di chi aveva litigato con il figlio. La titolare chiama i carabinieri e i militari lo arrestano. L’uomo deve rispondere dei reati di danneggiamento grave, minacce gravi e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Nei guai è finito Luca Micocci, 45enne di Luco, proprietario di un autolavaggio del Fucino.

Era da poco passato mezzogiorno quando l’uomo è entrato nel locale accecato dall’ira. Si tratta del bar pasticceria Nuova Angizia, che si trova sulla strada principale di Luco. Nel bar c’erano diversi clienti che stavano prendendo l’aperitivo, anche perché in paese sono in corso le feste patronali. I presenti si sono resi conto che il 45enne era fuori di sé. L’uomo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ha dato in escandescenza, gridando contro la barista e chiedendole se era stata lei a infastidire il figlio, poco prima.

Micocci ha afferrato uno sgabello e lo ha violentemente scaraventato dietro al balcone, distruggendo bicchieri e bottiglie. Poi si è diretto verso la sua auto, ha preso la grossa accetta ed è rientrato. Il 45enne, dopo aver danneggiato il locale, è tornato nel suo autolavaggio, come se non fosse accaduto nulla. La titolare del bar pasticceria, R.C., sotto shock, ha chiesto l’intervento dei carabinieri, chiamando il 112.

Sul posto sono arrivati i militari della locale stazione, al comando del maresciallo Marco Fanella. Altri carabinieri della stessa caserma, dopo avere raccolto alcune testimonianze, si sono diretti verso l’autolavaggio e qui hanno trovato Micocci ancora in possesso dell’accetta. E lo hanno arrestato. Su disposizione del pm di turno, Roberto Savelli, l’imprenditore 45enne si trova ai domiciliari. «Un colpo di testa» così si è giustificato l’uomo di fronte ai militari.

I carabinieri hanno iniziato ad ascoltare anche la testimonianza di alcune persone presenti nel bar, in modo da ricostruire con esattezza l’accaduto. L’accetta è stata sequestrata. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire meglio il movente dell’accaduto che ha fatto vivere un mezzogiorno di paura a Luco.

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