Luigi, Marta e Ondreiy volati via quella notte

L’AQUILA. Luigi Cellini aveva 15 anni e voleva fare il cuoco. Frequentava l’istituto alberghiero. Era l’orgoglio dei suoi genitori, che da Trasacco lo avevano mandato a studiare all’Aquila. Perse la...
L’AQUILA. Luigi Cellini aveva 15 anni e voleva fare il cuoco. Frequentava l’istituto alberghiero. Era l’orgoglio dei suoi genitori, che da Trasacco lo avevano mandato a studiare all’Aquila. Perse la vita sotto le macerie del Convitto nazionale – antico edificio in pieno centro storico adibito a studentato – insieme a Ondreiy Nouzovsky, 17 anni, e alla 16enne Marta Zelena, gli ultimi due provenienti dalla Repubblica Ceca e arrivati all’Aquila per un viaggio premio che non li vide tornare a casa. I due giovani frequentavano l’istituto tecnico industriale di Pardubice, a 90 km da Praga. Marta era risultata la migliore alunna insieme a Ondreiy. Per lei quel viaggio era un sogno: amava l’Italia e aveva studiato l’italiano. Aveva già pianificato di tornare per le vacanze estive. Avrebbe passato qualche giorno sul lago di Garda col suo fidanzato Tomas. Ondreiy aveva origini italiane: la bisnonna Romana Nicolini era trentina e aveva sposato Antonin Novotny, soldato boemo conosciuto durante la Prima guerra mondiale. Dopo la guerra Antonin partecipò alla ricostruzione con la sua impresa edile, poi si trasferì con Romana in Repubblica Ceca.
Le famiglie dei due giovani decisero di non costituirsi parte civile nel procedimento penale.

