Lumini davanti alle vetrine e un corteo con sit-in

25 Febbraio 2018

In rivolta i negozianti contro il progetto del “condominio commerciale” Domani nuova riunione per definire le modalità della manifestazione

SULMONA. Saracinesche abbassate con lumini fuori dalle vetrine e un corteo da piazza Tresca più sit-in finale a palazzo San Francesco. I commercianti del centro storico alzano il tiro della protesta e organizzano una serrata sui generis per il primo marzo.
LA PROTESTA. Questo sia perché la protesta sarà accompagnata da un corteo con sit-in e sia perché il giovedì è giornata di chiusura per i negozi. Il motivo della protesta è la crisi del commercio e soprattutto il dissenso nei confronti della proposta dell’assessore Cristian La Civita di istituire un condominio commerciale. Il progetto mira a creare una struttura virtuale del centro storico, con marketing gestito da esperti e commercianti pronti a perdere un po’ della loro autonomia manageriale sui negozi e ad aprire la domenica, oltre che a fare orari più flessibili e a passare dalla Ztl all’isola pedonale. Tutte cose contro cui da sempre si battono i negozianti del centro storico, convinti che le limitazioni all’ingresso delle auto siano i motivi principali del loro calo di incassi. «Noi chiediamo da sempre la rivisitazione degli orari della Ztl soprattutto in alcuni periodi dell’anno», interviene Franco Ruggieri della Cna, «senza contare che il progetto di centro commerciale naturale risale agli anni ‘90 e fu l’allora amministrazione comunale a osteggiarne la realizzazione. Chiediamo una maggiore vicinanza alla nostre esigenze e soprattutto di confrontarci non solo con l’assessore al Commercio, ma con quello ai Lavori pubblici, col sindaco, e con gli altri. Il centro storico chiama in causa una serie di questioni».
RIUNIONI. I commercianti si sono incontrati venerdì sera nella sede della Cna, ma si rivedranno domani per organizzare la protesta e confermare la data, se non interverrà qualche modifica. Per ora, però, spiragli di compromesso non si vedono. «Se la protesta servirà a ravvivare un dibattito e ricreare un fermento anche aspro e duro, ma finalizzato a confrontarsi su delle proposte e delle azioni programmatiche ritengo che sarà un fatto positivo», interviene La Civita,«se al contrario ci si limiterà a protestare per portare avanti l’unica richiesta che mi è stata fatta: ovvero aprire il centro storico 24 ore su 24 alle auto, allora avremmo perso tutti. Avrà perso la città». Non tutti i commercianti, però, sono favorevoli alla limitazione della Ztl, come Giuseppe Bono, albergatore e vicepresidente dell’associazione di categoria che fa sapere di non partecipare alla serrata, «se la premessa è la libera circolazione delle auto». La riunione di venerdì sera è stata molto partecipata e nei prossimi giorni dovrebbero essere realizzati anche volantini e manifesti. «Non vogliamo fare una protesta contro qualcuno, ma solo in nostro favore», hanno detto i commercianti riuniti, «siamo anche consapevoli che bisognerà poi passare alla proposta». Gli esercenti chiederanno quindi al Comune interventi immediati per il decoro urbano, un progetto concreto per riportare uffici e servizi in centro, la rivisitazione degli orari della Ztl, fatta eccezione delle festività principali dell’anno.
RESIDENTI. La riapertura del corso non piace ai cittadini, come Valentina Lucci, Barbara Mandosio e Valeria De Panfilis. Poi c’è chi come Marcella D’Antuono che propone parcheggi gratis su piazza Garibaldi e Santa Chiara. Certo a poco serviranno le proteste se la maggioranza dei negozi resta chiusa la domenica o aperta fino alle 19.30 in inverno.
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