Lupi, grifoni e corvi avvelenati: aperta l’inchiesta della Procura

20 Maggio 2023

Se confermata la presenza di sostanze chimiche si profila l’uccisione o il maltrattamento di animali I carabinieri forestali hanno individuato le possibili esche e i bocconi all’interno dell’area protetta  

COCULLO. La Procura del Tribunale di Avezzano, competente per territorio, ha aperto un’inchiesta sui lupi e grifoni trovati morti in località Olmo di Bobbi, il valico che divide la Valle del Sagittario dalla Valle del Giovenco.
Nove lupi, tre grifoni e due corvi imperiali trovati morti a causa di bocconi avvelenati. Nel giro di una settimana, come ha confermato il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, è stato praticamente sterminato il branco di lupi che stanziava nella zona di Olmo di Bobbi - Monte Selva, nel territorio del comune di Cocullo e i grifoni: i primi hanno probabilmente ingerito cibo tossico, i secondi hanno ne poi mangiato le carcasse. Da due giorni sono in azione alla ricerca delle esche avvelenate i carabinieri forestali di Scanno, della stazione Parco di Villetta Barrea, della stazione Parco di Pescasseroli con l'ausilio dell’Unità cinofila antiveleno del Reparto carabinieri Parco di Pescasseroli e dell’Unità cinofila antiveleno del Reparto carabinieri Parco di Assergi, con i cani Kenia, India e Noche, di razza Pastore Belga Malinois. I carabinieri forestali con il prezioso aiuto dei cani addestrati al ritrovamento di esche e bocconi contenenti sostanze tossiche, rastrellano un ampio territorio, contiguo alla zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con aree destinate al pascolo di bovini e dove è consentita la caccia. Le operazioni di bonifica, per ripulire il territorio dalle sostanze avvelenate, sono iniziate nel pomeriggio dei primi ritrovamenti delle carcasse di lupi e grifoni. Ai controlli partecipano anche i volontari dell’associazione "Rewilding Apennines", cani antiveleno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e guardie dello stesso parco. Intanto, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Avezzano, le 9 carcasse di lupo, le 4 di grifone e le 2 di corvo imperiale sono state inviate all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, sede di Avezzano. Qualora sia confermata la presenza di sostanze nocive o venefiche nelle carcasse si configurerebbero i reati di uccisione o maltrattamento di animali, puniti con il carcere. Nel frattempo sono state anche individuate possibili esche, inviate al laboratorio per le analisi, potenzialmente nocive per altri selvatici. I controlli mirati alla ricerca dei presunti autori saranno intensificati prevedendo il supporto di altri reparti dell’Arma dei carabinieri del Comando tutela forestale e parchi e interesseranno anche altre aree della provincia aquilana.
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