Lupo Alberto trasloca La favola continua lontano dall’Abruzzo

8 Maggio 2015

Salvato quando era un cucciolo e allevato a Pescasseroli Sarà ambasciatore del Parco nell’oasi delle Alpi Marittime

PESCASSEROLI. Si trasferisce in nord Italia “Lupo Alberto”, il magnifico esemplare trovato nel 2012 in una stalla di Barrea e cresciuto nel Parco nazionale d’Abruzzo. Ieri il lupo abruzzese è partito per raggiungere il Parco naturale delle Alpi Marittime, la più grande area protetta che ricade interamente nel territorio del Piemonte. Vivrà ad Entracque, in provincia di Cuneo, ospitato nell’area faunistica del centro visite dell’oasi, come ambasciatore del Parco d’Abruzzo per ribadire il ruolo ecologico che questo splendido carnivoro svolge nei sistemi naturali. «Con questa donazione, come con quelle per il camoscio del decennio passato» sottolinea Dario Febbo, direttore del Pnalm «il Parco d’Abruzzo conferma la sua generosità verso le aree protette italiane, a conferma del ruolo guida che ha storicamente svolto per la difesa della natura, a cominciare dalle specie particolarmente protette». A curare l’animale quando arrivò a Pescasseroli, denutrito e pieno di rogna, fu il veterinario del Parco, Leonardo Gentile, che assieme ai suoi collaboratori riuscì a salvare “Lupo Alberto” che aveva solo cinque mesi di vita da un sicuro destino di morte. Purtroppo il magnifico esemplare di lupo abruzzese, non avendo avuto dalla madre gli insegnamenti per vivere autonomamente in natura, non è in grado di restare libero. È stato nel Parco nazionale d’Abruzzo per circa due anni e mezzo diventando un testimone di eccellenza della propria specie, accogliendo visitatori e scolaresche, curiose di osservarlo da vicino e nello stesso tempo riprendendo le forze e diventando un magnifico esemplare di lupo adulto. Ma la storia di “Lupo Alberto” non era destinata a finire nel Centro visite di Pescasseroli. Infatti dopo la richiesta del Parco naturale delle Alpi Marittime ieri l’animale ha lasciato l’Abruzzo per trasferirsi nel centro faunistico intitolato “Uomini e lupi”. In questa sede del Parco, prima ancora di fornire risposte, si offre ai visitatori l’opportunità di approfondire la conoscenza dell’animale, del suo comportamento e dunque di avere a disposizione tutti gli elementi necessari per costruirsi un’opinione documentata e consapevole. Il centro visite comprende un recinto di circa otto ettari al cui interno sono ospitati alcuni esemplari di canis lupus italicus. Si tratta esclusivamente di animali che non potrebbero vivere in libertà, sia perché vittima di gravi incidenti sia perché già nati in condizioni di cattività. Tra loro, d’ora in poi, ci sarà anche “Lupo Alberto”, il lupo abruzzese.

Massimiliano Lavillotti

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