Ma al pronto soccorso c’è un solo medico

È chiamato a gestire l’emergenza Covid tra disagi e attese: gli operatori invocano nuove soluzioni
SULMONA. Tre minuti da percorrere tra esterni e interni del nuovo e vecchio ospedale, solo dopo aver indossato la tuta anti-contagio e i dispositivi di protezione per poi raggiungere gli spazi del pretriage allestiti all’esterno del vecchio pronto soccorso in due container. Questo quello che l’unico medico in servizio del proprio soccorso dell’ospedale deve fare ogni volta che si presenta in reparto un caso Covid o di sospetto contagio. In pratica il dottore deve lasciare quello che sta facendo, vestirsi coi dispositivi di protezione e percorrere prima il viale interno che dal nuovo ospedale porta alla camera mortuaria per poi entrare nella vecchia struttura, passare davanti al laboratorio analisi e alla Rianimazione e uscire sul piazzale del vecchio pronto soccorso dove si gestiscono i casi Covid. Una situazione che sta creando non pochi problemi di gestione dell’emergenza, sia perché sul piazzale possono transitare tutti gli utenti che arrivano in ospedale, senza percorsi separati, e sia perché per i medici in servizio diventa insostenibile gestire le emergenze del pronto soccorso più quelle legate al coronavirus. Sono solo tre i medici in servizio per il pronto soccorso e uno per il 118, che si danno il cambio con turni molto serrati, al tempo dell’emergenza Covid, nella terza fase che sta facendo registrare una ripresa dei contagi. (f.p.)

