Ma c’è il dramma povertà Triplicati gli aiuti Caritas

Il direttore don Dante illustra i dati alla commissione comunale Politiche sociali: «Distribuiamo circa 100 pacchi alimentari a settimana, richieste in aumento»
L’AQUILA. Il Covid ha aggravato povertà ed emarginazione sociale, facendo crescere, per effetto della crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria, il numero di famiglie bisognose di aiuto anche per mangiare. È questo il quadro drammatico dipinto dalla Caritas diocesana dell’Aquila, che ieri, nella persona del direttore, don Dante Di Nardo, è stata audita nella seduta della terza commissione consiliare (Politiche sociali), presieduta da Chiara Mancinelli.
NUMERI TRIPLICATI. In un anno di pandemia, ha riferito don Dante, «il numero di famiglie che assistiamo è più che triplicato, passando dalle 30 del periodo pre-Covid alle cento, circa, attuali. Ogni settimana distribuiamo circa 100 pacchi alimentari e le richieste sono in continuo aumento. La distribuzione avviene nella sede centrale della Caritas a Coppito, nelle sedi parrocchiali ma anche a domicilio. Fino a dicembre pagavamo anche le bollette ma con il nuovo anno abbiamo deciso di destinare le risorse di cui disponiamo, che sono comunque limitate, all’acquisto dei pacchi spesa».
CHI CHIEDE AIUTO. L’emergenza, spiega don Dante, ha colpito tutti, italiani e stranieri. Tra le famiglie che chiedono aiuto, è aumentato in particolare il peso di quelle con minori, nuclei che prima del Covid riuscivano a sostenersi grazie ai soldi che entravano con i lavoretti precari svolti dai genitori; occupazioni che, per quanto intermittenti o mal pagate, riuscivano a garantire almeno la sopravvivenza e che ora non ci sono più.
POVERTÀ EDUCATIVA. Tra le famiglie a cui la Caritas dà sostegno, almeno una decina ha bambini in età scolare che hanno difficoltà a pagarsi i libri, le mense, lo scuolabus o che hanno problemi con la didattica a distanza, vuoi perché non hanno una connessione internet veloce vuoi perché non possiedono un computer o uno smartphone o non sanno usarli. «Abbiamo dovuto far fronte anche a queste problematiche», racconta il direttore della Caritas, «per quanto riguarda la Dad, anche grazie alla solidarietà delle scuole, che ci hanno donato il materiale, siamo riusciti almeno a dare un computer ai bambini che ne avevano bisogno».
QUALITÀ DELLE RELAZIONI. Gli effetti della pandemia, specifica don Dante, non sono solo economici: la crisi materiale sta generando un impoverimento delle qualità delle relazioni. «Per questo abbiamo attivato anche un numero di telefono, in funzione tutti i giorni, per dare sostegno psicologico, supporto morale o semplicemente ascolto a chi ne ha bisogno».
AQUILANI GENEROSI. Don Dante sottolinea, tuttavia, anche un fatto positivo: il grande numero di aquilani che si sono mobilitati e che si impegnano quotidianamente per aiutare chi non ce la fa: «L’Aquila si dimostra una città solidale. Abbiamo avuto il sostegno di tantissime persone, c’è un volontariato diffuso molto bello. C’è tanta gente generosa che fa del bene ogni giorno, silenziosamente e con grande serietà e dedizione».
«SALTO DI QUALITÀ». Che la situazione sia drammatica lo dicono anche i numeri forniti da Gianni Pappalepore, vice presidente della Casa del volontariato: «Dall’inizio della pandemia abbiamo distribuito, grazie alla convenzione sottoscritta con il Comune e alla rete solidale a cui abbiamo dato vita insieme a decine di associazioni, 1.650 pacchi alimentari a circa 560 famiglie, di cui 270 con minori. Per quanto riguarda invece i buoni spesa, con il primo bando ne abbiamo consegnati 1.456, con il secondo 228 e con il terzo, il Natale scorso, 1.342. Quello che secondo noi andrebbe fatto è un salto di qualità. La rete assistenziale a cui abbiamo dato vita andrebbe istituzionalizzata a livello comunale. Così come andrebbe formato un gruppo di lavoro per studiare il fenomeno delle povertà, in modo da avere delle basi scientifiche e analitiche per programmare meglio le politiche da attuare».
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