Ma gli studenti sono critici: «Niente mensa e trasporti lenti, costosi e inefficienti»

25 Novembre 2018

«È per me un onore intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico in una città che rinasce, che offre agli studenti dei servizi che permettano loro di esercitare il proprio diritto allo studio,...

«È per me un onore intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico in una città che rinasce, che offre agli studenti dei servizi che permettano loro di esercitare il proprio diritto allo studio, tant’è che noi studenti scegliamo di pranzare lungo le strade, i muretti e ogni marciapiede presente: ovviamente per ammirare la fiorente ricostruzione, non di certo per l’assenza di una mensa che dopo sei anni dall’inaugurazione di questo edificio ancora non esiste lasciando senza pasto più di 4mila studenti del polo centro dei corsi di Scienze Umane e Economia». Comincia con ironia il discorso del presidente del Consiglio studentesco, Massimo Aloisi. Un discorso che, insieme al saluto del rappresentante del personale tecnico amministrativo e bibliotecario, Francesca Paoni, ha seguito quello della rettrice. Molte le carenze del sistema Università, secondo Aloisi, che parla di «tanta rabbia e stanchezza per la consapevolezza di essere usati. La nostra assenza è ormai cronica da tutti i tavoli di discussione e di progettazione, come la superficialità con cui si liquida la nostra visione delle cose». Gli studenti non risparmiano critiche a Regione e Comune. In primis le questioni delle borse di studio («È diventata prassi la necessità di manifestare e scendere in piazza per poter vedere riconosciuti i diritti») e della residenza nell’ex caserma Campomizzi: «Stracciate l’intesa che vede la restituzione della Campomizzi al demanio militare, quella struttura deve restare agli studenti». Infine le carenze dei trasporti locali e regionali, che Aloisi definisce «costosi, lenti e inefficienti» e la disapprovazione per i numeri chiusi che «hanno solo orientato gli studenti verso altri Atenei». (m.c.)