Ma i gestori dei locali insorgono: «Il degrado? Non è colpa nostra»

12 Giugno 2021

L’AQUILA. «Gli operatori di via Garibaldi rimandano al mittente le accuse di degrado e “mala movida” espresse dai residenti del centro storico». Con questa frase lapidaria i titolari degli esercizi...

L’AQUILA. «Gli operatori di via Garibaldi rimandano al mittente le accuse di degrado e “mala movida” espresse dai residenti del centro storico». Con questa frase lapidaria i titolari degli esercizi della zona respingono quanto evidenziato, nei giorni scorsi, da chi il centro storico lo abita. «Ogni locale si autofinanzia la sicurezza, si somministra solo in plastica e ogni sera vengono pulite le pertinenze di suolo pubblico concesso», fanno notare i gestori dei pubblici esercizi di via Garibaldi, «capiamo il disagio per il periodo estivo, ma ciò non è frutto dei locali, bensì delle persone che vengono a fare picnic alcolici nelle adiacenze delle attività commerciali. Da non sottovalutare il fatto che i ragazzi sono stati costretti a rimanere un anno in casa e il disagio è tangibile. In ultimo, gli attacchi contro l’amministrazione con diffide ed esposti preventivi danno l’impressione di voler lanciare il sasso e nascondere la mano», dicono invitando al dialogo. «Siamo disposti a un confronto volto a trovare un punto di incontro per il volume della musica e migliorare la vivibilità della zona. Ma deve essere ben chiaro che saranno regole valide per tutto il centro storico e chiediamo rispetto per il nostro lavoro che ha subìto i danni più grandi tra tutte le categorie, che fra l’altro hanno ricevuto un ristoro solo del 15-20% dei costi sostenuti».
I residenti di via Garibaldi e via Castello, qualche giorno fa, si sono rivolti a un legale e hanno inviato una diffida al Comune e al sindaco, Pierluigi Biondi, in cui chiedono «provvedimenti immediati per mettere fine alla movida violenta»
«Negli ultimi mesi», si legge nella diffida, «le misure di contenimento della pandemia che hanno ridotto l’attività dei numerosissimi locali che operano nelle vicinanze delle nostre abitazioni hanno limitato gli effetti deleteri che la loro apertura fino a notte inoltrata provocavano per la nostra vita quotidiana, con conseguenze anche gravi per la nostra salute fisica e psichica». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.