Ma l’opposizione passa al contrattacco: «Nessuna parola sui dati sensibili diffusi»

Dopo la relazione di Marco Marsilio sull’attacco hacker alla Asl aquilana, dai banchi dell’opposizione (in foto) non sono mancate bordate all’indirizzo del governatore e dell’azienda sanitaria. A...
Dopo la relazione di Marco Marsilio sull’attacco hacker alla Asl aquilana, dai banchi dell’opposizione (in foto) non sono mancate bordate all’indirizzo del governatore e dell’azienda sanitaria. A partire da Giorgio Fedele del Movimento 5 Stelle, secondo cui Marsilio «è venuto in aula a raccontarci una storiella su come i servizi siano stati ripristinati, su come i dati non siano andati persi e su quanto addirittura questo attacco abbia permesso di migliorare il sistema informatico Asl1. Non una parola è stata detta sull’enorme mole di dati sensibili rubati ai cittadini: oltre 500Gigabyte di dati sensibili in mano a criminali; non una parola sui numerosi disservizi che ancora oggi paralizzano il sistema sanitario nella provincia dell’Aquila. Il collega pentastellato Domenico Pettinari ha sottolineato la spaccatura nel centrodestra, ricordando il fuoco amico sugli «allarmi inascoltati» del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Mentre il capogruppo del Partito democratico Silvio Paolucci ha parlato di «comunicazione fallimentare» e di «operatori sanitari lasciati da soli», promettendo: «Continueremo ad esigere che venga fatta piena chiarezza sulle responsabilità».

