Ma resta incerto il futuro degli 83 operai Vesuvius Tra i possibili acquirenti anche un gruppo indiano

9 Dicembre 2016

È in corso la trattativa per l’acquisizione dello stabilimento Vesuvius di Avezzano. La multinazionale ha deciso di chiudere il sito del nucleo industriale dove si producono piastre per altiforni e...

È in corso la trattativa per l’acquisizione dello stabilimento Vesuvius di Avezzano. La multinazionale ha deciso di chiudere il sito del nucleo industriale dove si producono piastre per altiforni e trasferire tutto nell’Europa dell’Est, lasciando così senza lavoro 83 dipendenti (tutti con un’età che non supera i 45 anni). Stessa sorte è toccata ai loro colleghi della provincia di Cagliari che stanno lottando per tutelare il loro lavoro. Da qualche settimana si è diffusa tra i lavoratori la notizia che ci sarebbe un gruppo di imprenditori interessato ad acquistare lo stabilimento marsicano che a fine anno verrà chiuso. Ancora non sono chiare le modalità di cessione della fabbrica, soprattutto alla luce delle regole imposte dalla multinazionale che non era intenzionata a vendere a competitor. Si stanno valutando diverse ipotesi e in questi giorni si stanno tenendo degli incontri per trovare una soluzione che possa tutelare i lavoratori. Inizialmente si era ipotizzato l’interessamento di una compagine societaria sarda, ma di recente, stando a indiscrezioni trapelate dal ministero per lo Sviluppo economico, si sarebbe fatto avanti un gruppo indiano.

La chiusura della Vesuvius, dove per oltre un mese i dipendenti hanno protestato senza sosta, potrebbe creare una nuova voragine occupazionale che le istituzioni vogliono evitare a tutti i costi. Oltre agli 83 dipendenti c’è anche tutto l’indotto della fabbrica che inevitabilmente verrebbe coinvolto nella chiusura dello stabilimento. Ad Avezzano vengono realizzare piastre per gli altiforni, utilizzate in molti siti italiani, come per esempio l’Ilva di Taranto.

Nelle scorse settimane si sono susseguiti gli interventi per scongiurare la chiusura dello stabilimento di via Cavour.

Per il consigliere regionale Emilio Iampieri «la chiusura della Vesuvius è una eventualità da scongiurare, bisogna salvare gli 83 posti di lavoro ed evitare che la Marsica subisca l’ennesimo impoverimento di un territorio sin troppo penalizzato». Iampieri aveva presentato un’interpellanza urgente al presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, con cui spronava il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e l’assessore competente ad avviare un tavolo con la multinazionale. Sulla stessa posizione, Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale di Forza Italia, firmatario di una risoluzione in consiglio provinciale in cui è evidenziato come «l’esclusione della Marsica dai benefici della legge 107.3c abbia reso insostenibile per molte aziende continuare a investire in aree che non godono più di alcun incentivo».