Ma Strada dei Parchi lancia accuse e dice sì ai rincari a gennaio

11 Dicembre 2021

L’ad Mollo: il ministro non ha ritenuto di doverci incontrare senza Pef impossibile scongiurare gli aumenti del 34,75%

L’AQUILA. «Senza il Piano economico e finanziario, o un intervento urgente di altro genere, sarà impossibile scongiurare gli aumenti dei pedaggi del 34,75% sulle autostrade A24 e A25 a partire dal primo gennaio 2022. In assenza di una risposta certa da parte del governo anche il piano di messa in sicurezza dell’infrastruttura subirà inevitabili rallentamenti». È quanto dichiarato al Centro dall’amministratore delegato di Strada dei Parchi, Riccardo Mollo, a margine della visita di ieri all’Aquila del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, arrivato al Ridotto del teatro comunale per illustrare le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel corso della sua unica tappa abruzzese «il ministro non ha ritenuto di dover incontrare il rappresentante di Strada dei Parchi», aggiunge l’amministratore delegato della società. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo assistito a una presentazione dei fondi per l’Abruzzo. Un’ottima notizia se non fosse che, stranamente, si è parlato solo incidentalmente di A24 e A25, due infrastrutture strategiche per i collegamenti del Centro Italia. Sul tema il ministro ha detto che in linea con quanto stabilito dall’Europa sarà difficile destinare fondi a strade già esistenti. Questa infrastruttura, però, è a fine vita e avendo più di 50 anni necessità di interventi di manutenzione straordinaria», ribadisce Mollo, «rispetto ai quali siamo in ritardo di 9 anni. L’intervento nel suo complesso ammonta a 6 miliardi e mezzo. Nella nostra ultima proposta di Pef, la quindicesima dal 2013, da 5 miliardi e 100 abbiamo proposto 2 miliardi e 100 in autofinanziamento, mentre i restanti sono stati già stanziati dal commissario straordinario, ma dal 3 giugno scorso non siamo riusciti a sederci a un tavolo per discuterne. Ci hanno detto che ci sono delle cose del piano di Strada dei Parchi che non funzionano, ma non abbiamo ottenuto alcuna possibilità di interlocuzione fino al 29 ottobre, quando ci hanno comunicato di riformare una nuova proposta di Pef a zero impegni per società. Tutto ciò appare assurdo», sottolinea l’amministratore delegato di Strada dei Parchi, «non capiamo perché non accogliere la nostra proposta di partenariato tra il pubblico e il privato. Le inevitabili conseguenze vanno dal rallentamento nell’esecuzione delle opere che contavamo di aprire nel 2026, a un aumento dei costi per lo Stato e a conflitti di interesse sulla gestione delle autostrade tra lo Stato e la società. Quanto agli aumenti dei pedaggi, la nostra proposta prevedeva rincari minimi di circa il 2% annuo, ma senza il Pef o interventi di altro genere gli aumenti saranno del 34,75%. Inoltre, al 31 dicembre, per effetto del blocco tariffe, dei mancati ristori del Covid e degli interventi di manutenzione avremo un credito insoluto nei confronti dello Stato di 304 milioni di euro che nel 2022 diventeranno 430. Abbiamo cercato un confronto sulla nostra proposta di Pef a tutti i livelli, ministero dei Trasporti, ministero di Economia e finanza e Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della presidenza del Consiglio dei ministri. Ci aspettavamo di essere chiamati a un tavolo, ma non c’è stata nessuna disponibilità. Sembra che la messa in sicurezza di queste autostrade interessi solo a Strada dei Parchi, una società che dà lavoro a 500 persone e che gestisce un’infrastruttura strategica anche ai fini di Protezione civile oltre che di collegamento tra i due mari», conclude Mollo.
Intanto, ieri pomeriggio l’amministratore delegato ha incontrato il commissario ad acta per il Pef, Sergio Fiorentino, raccogliendo le indicazioni per elaborare un nuovo Pef, il numero 16, senza il quale non potranno essere portate a termine nemmeno le tanto attese barriere anti-attraversamento per gli animali.
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