Ma sulla sede unica non c’è apertura

Nessun passo indietro: gli uffici del municipio saranno distribuiti sul territorio
L’AQUILA. «Cosa significa tornare oggi a parlare di sede unica comunale? Che l’opposizione è a corto di argomenti, visto che è una questione ampiamente dibattuta in passato e chiusa con due delibere di giunta»: il vicesindaco Raffaele Daniele (FdI) commenta così l’iniziativa della minoranza, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione sul tema firmata dai consiglieri Stefania Pezzopane (Pd), Paolo Romano (L’Aquila nuova), Lorenzo Rotellini e Simona Giannangeli (L’Aquila coraggiosa), ed Enrico Verini (Azione). Un tema che, a detta del vicesindaco, non ha appunto ragione di essere ulteriormente dibattuto: «Nella precedente consiliatura sono state prese delle decisioni, ratificate con due delibere di giunta, una del 2020 e una del 2021», spiega Daniele, «una che riguardava la sede diffusa, e un’altra che specificava quali sarebbero state le sedi». Tra questi ci sono ad esempio Palazzo Fibbioni, oggi sede centrale della municipalità; Palazzo Margherita, sede storica del Comune; l’ex scuola De Amicis nella zona di San Bernardino e l’ex Liceo Scientifico di via Maiella. Che, come altri edifici pubblici, ospiteranno la sede diffusa «a mano a mano che torneranno nella disponibilità dell’amministrazione».
«Già quella delibera del 2020 ha certificato il volere dell’amministrazione comunale», ribadisce il vicesindaco. «Trovo quantomeno singolare riportare l’attenzione su questa tematica a due anni di distanza. È un argomento affrontato e chiuso: se qualcuno voleva fare un dibattito, doveva farlo due anni fa. Oggi non c’è un atto nuovo che riporta la questione di attualità, non comprendo quindi perché l’opposizione, in un giorno qualsiasi, decida improvvisamente che se ne debba parlare di nuovo».
Fatto sta che la minoranza ha deciso di tornare a parlarne, con un’interrogazione che dovrebbe essere discussa nel prossimo consiglio comunale. Al sindaco Pierluigi Biondi e all’assessore competente viene chiesto, tra l’altro, con quale atto è stato annullato l’iter per la realizzazione della sede unica, se esiste un progetto definito di ripartizione dei settori, quale sia lo stato della ricostruzione degli immobili interessati e in quali tempi saranno completati.(a.r.)
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