Macellazione clandestina, salvati 40 agnelli

15 Aprile 2017

Blitz dei carabinieri in un’azienda. L’accusa: le carni potevano finire in tavola con rischi per la salute

AVEZZANO. Scovato un allevamento di agnelli in cui, secondo i carabinieri, veniva praticata macellazione clandestina. È stato quindi bloccato l’imminente abbattimento abusivo di 40 agnelli. I militari del Nucleo antisofisticazione di Pescara, in vista dell’incremento dei consumi di carne di agnelli e capretti in prossimità delle festività pasquali, hanno intensificato i controlli sulla situazione igienica, sulla tracciabilità degli animali e delle carni, sull’idoneità degli impianti di macellazione e sulla salute degli animali. Sono riusciti a evitare l’abbattimento di 40 agnelli, pronti per essere macellati clandestinamente nella zona di confine tra la Valle Roveto e Avezzano (il nome dell’azienda non è stato rivelato dagli stessi carabinieri). L’operazione è stata possibile incrociando le informazioni presenti nella banca dati nazionale e dalla collaborazione con i servizi veterinari della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. I militari del Nas hanno infatti localizzato un insediamento zootecnico, riconducibile a un’azienda agricola del posto, nel quale sono stati rinvenuti circa 100 capi di razza ovina adulta, 40 capi di razza bovina e 40 agnelli. In un locale apparentemente in disuso è stata trovata una carcassa di agnello appena macellata clandestinamente, sempre a detta degli inquirenti.

Per la macellazione, infatti, secondo i carabinieri, l’allevatore si avvaleva degli ambienti, delle attrezzature e delle strutture di stalla, fatiscenti e igienicamente fonte di potenziali contaminazioni. La stessa sorte, sempre secondo gli investigatori, sarebbe toccata anche agli altri 40 agnelli che sarebbero finiti con pericolo sulle tavole degli abruzzesi. Un grosso rischio per la salute pubblica, e per il trasferimento di agenti patogeni sulle carni e quindi sull’uomo. Il valore economico dell’allevamento vincolato è di circa duecentomila euro. A qualche migliaia di euro ammontano le sanzioni amministrative contestate.

I Nas di Pescara hanno ispezionato anche un impianto di macellazione del Teramano, le cui condizioni igieniche sono state definite «precarie». A queste si è aggiunta l’assenza di attestati di formazione per il personale impiegato nell’attività. Il personale del servizio veterinario della Asl di Teramo ha quindi disposto l’immediata sospensione dell’attività.

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