Madonna d’Appari, festa con processione e pic-nic

L’AQUILA. Una giornata di sole, tipica temperatura primaverile, tanti fedeli alla processione – con la statua della Madonna d’Appari – dalla chiesa degli Angeli Custodi allo storico Santuario...
L’AQUILA. Una giornata di sole, tipica temperatura primaverile, tanti fedeli alla processione – con la statua della Madonna d’Appari – dalla chiesa degli Angeli Custodi allo storico Santuario mariano.
Dopo due anni in cui il Covid aveva limitato la partecipazione alle “feste di Pasqua”, Paganica ha ritrovato il suo momento di maggior coinvolgimento spirituale e sociale. Se è vero che il Comitato feste, d’accordo con la parrocchia, aveva organizzato solo eventi religiosi, le tre giornate (Pasqua, Lunedì dell’Angelo e ieri) si sono discostate di poco da quelle del passato: il Concerto bandistico Città di Paganica ha “allietato” le vie del paese e accompagnato le processioni, non è mancata la fiera che un tempo era dedicata soprattutto al bestiame e nel tempo si è andata modificando con il cambiare delle esigenze, è ri-comparso il luna park per la gioia dei bambini e delle loro famiglie. Ieri c’è stato anche il tradizionale pic-nic. Un ritorno alla normalità atteso e sempre pieno di suggestioni. Dal prossimo anno la speranza è che si possa tornare alla tradizionale processione con le tante statue dei Santi che precedono quella della Madonna d’Appari nel percorso verso il Santuario e magari anche allo “sparo”. L’altra “aspettativa” forte dei paganichesi è poter presto tornare a celebrare nella chiesa parrocchiale ancora inagibile.
Flavio Tursini, componente della Banda di Paganica, poeta e cultore di tradizioni locali sulla sua pagina Facebook ieri ha scritto: «La nostra festa è molto antica ed è fatta di laicità e religiosità a volte frammiste fra loro. Riti che hanno subìto i normali cambiamenti della società ma che tutt’ora hanno ancora la radice della fratellanza, dello stare insieme, dell’ospitalità. Chi ha frequentato almeno un giorno la nostra festa si è sentito come a casa. Quest’anno so di persone che hanno addirittura pianto al suono della banda, una emotività accentuata da questi due anni molto duri. Questa è la nostra festa, festa di gioia e di riflessione, festa di condivisione e fratellanza». (g.p.)
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