Madre contro gli spacciatori: 5 arresti

Trova sul telefono del figlio i numeri di chi vende droga e fa scattare l’indagine. Coinvolti un calciatore e altri 18 giovani
TAGLIACOZZO. C’è anche un calciatore del Tagliacozzo tra gli spacciatori arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione battezzata “Hummer”. Alessandro De Luca, studente 23enne di Tagliacozzo, è fra i diciannove giovani finiti nei guai per spaccio di droga. Le indagini che hanno portato la Procura a emettere sette misure cautelari (cinque arresti domiciliari e due obblighi di dimora nel Comune di residenza con il divieto di uscire dalle 21 alle 7) sono scattate dopo la denuncia di una madre, preoccupata perché il figlio minorenne era finito nel vortice dell’hascisc prima e della cocaina poi.
CHI SONO GLI ARRESTATI. Con l’ausilio del cane Sissy dell’unità cinofila antidroga di Chieti, i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, al comando del capitano Edoardo Commandè, all’alba di ieri hanno arrestato, oltre ad Alessandro De Luca, studente e calciatore con i biancoverdi di Prima categoria, Luigi Barbonetti, 24 anni, studente di Luco, Vincenzo Casale (34) operaio, Luigi Liberati (44) disoccupato, e Stefano Rubeo (31) operaio edile, tutti di Tagliacozzo. Si trovano ai domiciliari. Obbligo di dimora per due studenti: Marcello De Luca, 21enne di Tagliacozzo, e Giuseppe Angeloni (19) di Magliano, che frequenta l’Istituto per il turismo di Tagliacozzo.
LA MADRE CORAGGIO. Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre, a novembre dello scorso anno. La donna si è rivolta ai carabinieri disperata: «Non ce la faccio più a vedere mio figlio minorenne annebbiato dalla droga». La mamma si è annotata i numeri trovati nella rubrica sul telefonino del figlio e li ha portati ai carabinieri. Sul caso hanno lavorato gli uomini del luogotenente Marco Romano, al comando del nucleo operativo e radiomobile. Diversi i militari che sono stati impegnati per mesi in servizi di appostamento, perquisizioni, sequestri, intercettazioni e ascolto di decine di persone con problemi di tossicodipendenza, individuati come acquirenti. La Procura ha aperto un fascicolo di cui è titolare il pm Roberto Savelli. A firmare le ordinanze il gip Francesca Proietti.
SCUOLA E MOVIDA. “Hummer”, parola inglese che indica chi “ronza”, sta a indicare gli spacciatori che si aggiravano e agivano sempre negli stessi luoghi. Raggiungevano gli acquirenti nei bar, nei locali della movida, nelle piazze ma anche davanti all’Istituto del turismo di Tagliacozzo. «Siamo di fronte a spacciatori di strada» ha detto in conferenza stampa il capitano Commandè «l’obiettivo dell’operazione era quello di colpire la vendita al dettaglio della droga, che raggiungeva spesso minorenni creando allarme tra le famiglie». «Con le intercettazioni telefoniche» ha aggiunto il luogotenente Romano «è stato possibile ricostruire una vera e propria rete di spaccio nella zona di Tagliacozzo, Scurcola e Magliano».
GERGO E INTERCETTAZIONI. La droga veniva chiamata aperitivo, malloppone, prese, completini, manina, gomme per auto, euri, regalo, caffè, birretta, orologi, bottiglia e maglietta. Si trattava per lo più di dosi di hascisc, da dieci euro l’una, o di cocaina, da 50 euro a dose. «Come è andato il Capodanno? È piaciuta la bottiglia?» chiedeva al telefono uno degli indagati a un acquirente. «Mi fermo a prendere un completino» diceva un altro. Una volta la consegna della droga è avvenuta nel bagno di un benzinaio. I carabinieri l’hanno ritrovata dietro a uno specchio.
GLI ALTRI INDAGATI. Coinvolte altre 12 persone. Sono N.C., 35 anni, romano che vive a Tagliacozzo, arrestato lo scorso gennaio alla stazione con della cocaina; A.R., (37) di Roma; A.H. (37) e E.K. (20), marocchini braccianti agricoli che vivono ad Avezzano; F.B., (29); A.N. (23) albanese residente a Tagliacozzo; E.D.G. (18) di Massa d’Albe; R.D.A. (18) di Tagliacozzo; G.P., unica donna, (21), G.T. (20) e P.C. (33) e F.P. (21) di Tagliacozzo.
PLAUSO DI DONNARUMMA. «Un’operazione antidroga pulita che dà certezza del controllo del territorio» il commento del colonnello Giuseppe Donnarumma, comandante provinciale dell’Arma, «le famiglie i cui figli cadono nelle insidie della droga devono sapere che c’è attenzione sul fenomeno». Gli indagati sono difesi dagli avvocati Gianluca e Pasquale Motta, Antonio Pascale, Alessandro Fanelli e Attilio Macchia.
Magda Tirabassi
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