Madre e figlia restano ferite nello schianto all’incrocio

20 Febbraio 2019

SULMONA. Poteva finire con un bilancio molto più pesante l’incidente stradale che si è verificato ieri mattina all’incrocio che porta al carcere di via Lamaccio. Due auto, una Mahindra Xuv condotta...

SULMONA. Poteva finire con un bilancio molto più pesante l’incidente stradale che si è verificato ieri mattina all’incrocio che porta al carcere di via Lamaccio. Due auto, una Mahindra Xuv condotta da un uomo di Sulmona e una Fiat Punto sulla quale viaggiavano due donne, madre e figlia di origine polacca, si sono scontrate con l’utilitaria che è finita in una piccola scarpata dopo aver travolto il palo del semaforo. Ad avere la peggio sono state proprio le due, rimaste intrappolate nell’auto dopo l’impatto, mentre il sulmonese è uscito praticamente indenne. Stando a una primissima ricostruzione dell’episodio, è stato accertato che il fuoristrada proveniva dalla Statale 17 in direzione Pescara mentre la Punto, provenendo dalla zona artigianale di via Lamaccio, si era immessa sulla Statale 17 sempre in direzione Pescara. Inevitabile l’impatto. Secondo i carabinieri accorsi sul posto insieme a due ambulanze e a una squadra di vigili del fuoco, l’incidente sarebbe stato causato da una delle due auto che non avrebbe rispettato la precedenza attraversando l’incrocio con il semaforo rosso. Molto difficoltoso è stato il recupero delle due donne che dopo essere finite con l’auto nella piccola scarpata che costeggia la strada, sono rimaste intrappolate nella Fiat Punto. I vigili del fuoco hanno avuto un bel da fare per liberarle dalle lamiere. Trasportate in ospedale, madre e figlia sono state sottoposte a tutti gli esami del caso che non hanno rilevato patologie particolarmente gravi ma alcuni politraumi e ferite sulla testa e agli arti.
L’incidente di ieri mattina riporta alla ribalta la pericolosità dell’incrocio di via Lamaccio, molto trafficato per la presenza del carcere e di un’area ad alta densità abitativa come la zona Peep. Un incrocio dove nel corso degli anni si sono verificati decine di incidenti, alcuni anche mortali. (c.l.)
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