Madre Maiella, tre giorni dedicati alla salvaguardia delle aree interne

6 Luglio 2022

SULMONA. Tre giorni dedicati a “Madre Maiella” tra rigenerazione della montagna e delle filiere. Da venerdì a domenica Sulmona ospiterà “The Road do Terra Madre”, appuntamento organizzato da Slow...

SULMONA. Tre giorni dedicati a “Madre Maiella” tra rigenerazione della montagna e delle filiere. Da venerdì a domenica Sulmona ospiterà “The Road do Terra Madre”, appuntamento organizzato da Slow Food Abruzzo-Molise in collaborazione con il Parco nazionale della Maiella in vista di Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 22 al 26 settembre. Si partirà dalla transumanza, antica pratica che vanta millenni di storia alle spalle, per passare poi all’Abruzzo montano, le comunità pastorali e l’economia di luoghi che meritano di essere riscoperti e valorizzati.
Si inizierà con un doppio evento venerdì e sabato al parco fluviale di Sulmona con il MobA! - La festa del Movimento Brassicolo Abruzzese. Dalle 18 alle 24 degustazioni tra gli stand. Sarà ospite il responsabile regionale della Guida alle Birre d’Italia di Slow Food, Pierluigi Cocchini.
Domenica, invece, ci si sposterà a Pescocostanzo per un’escursione guidata ai prati stabili, mentre alla Badia Morronese ci sarà il mercato dei produttori transumanti abruzzesi: casari, artigiani, produttori di piccola scala e aziende locali impegnate nella tutela della biodiversità. Non mancherà la comunità Slow Food dell’Aquilano per l’allevamento transumante. Alle 17.30 ci sarà un momento di confronto con la sigla di un manifesto tra Slow Food Abruzzo-Molise e il Parco nazionale della Maiella per la rigenerazione delle comunità del parco attraverso la tutela della biodiversità zootecnica e agricolturale.
Alle 20 cena a tema transumanza in un ristorante di Sulmona.
«La rigenerazione della montagna», ha spiegato Rita Salvatore, portavoce Slow Food Abruzzo-Molise, «è la vera sfida delle aree interne abruzzesi. Con questo appuntamento ribadiamo la necessità di preservare la storia e la cultura con cui la civiltà transumante ha modellato il nostro territorio, costituendone non soltanto la struttura economica, ma anche quella sociale. Tutelando l’allevamento estensivo, possiamo fornire opportunità di rigenerazione alle economie locali, valorizzare la biodiversità montana e costruire nuovi percorsi di sostenibilità per l’Appennino», ha concluso Salvatore. (e.b.)