Magneti Marelli Sindacati spaccati sulle turnazioni

19 Maggio 2016

La Cgil ha proclamato quattro ore di sciopero per domani Cisl, Uil e Ugl hanno firmato l’intesa sul “week end lungo”

Assemblee infuocate e malcontento in crescita all’interno dello stabilimento della Magneti Marelli con le sigle sindacali sempre più spaccate e i lavoratori più che esasperati dai nuovi turni. Così nella giornata di ieri le sigle firmatarie dell’accordo separato (Fim-Cisl, Uilm-Uil e Ugl metalmeccanici) hanno avuto un incontro lungo e complicato coi vertici dell’azienda sulmonese che fa capo a Fca (Fiat Chrysler Automobiles). Alla fine dell’estenuante trattativa è stato firmato un verbale di accordo che prevede il weekend lungo per le tute blu della fabbrica sulmonese ogni sei settimane. Nel senso che non si lavora dalle 14 del venerdì alle 22 del lunedì ogni mese e mezzo. Troppo poco per lavoratori e Fiom-Cgil che nelle infuocate assemblee di ieri hanno proclamato quattro ore di sciopero per ogni turno con assemblee all’esterno dei cancelli giá da stamattina. Anche l’attenzione mostrata dall’azienda nei confronti dell’organizzazione aziendale con l’annuncio del ripristino dell’efficienza manutenzioni non è bastata a placare l’ira degli operai. Acuita anche dall’intenzione di far arrivare nello stabilimento più grosso del territorio 30 dipendenti da altri siti del gruppo. Una pratica consolidata per la Fiat, che la campagna elettorale in corso fa diventare 30 nuove assunzioni. Tanto è bastato a infuocare gli animi delle tute blu in contratto di solidarietà dall’aprile scorso. Ma il nodo del malcontento restano i nuovi turni, entrati in vigore da ottobre scorso sul modello americano. La rivoluzione d’Oltreoceano nel gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles) prevede l’inserimento dei sabati e delle domeniche all’interno dei giorni lavorativi, che porta la settimana dai 15 turni canonici ai minimo 18 o massimo 20. Dunque, più lavoro per le tute blu sulmonesi con aumenti in busta paga, con la domenica che viene calcolata come un giorno festivo e la maggiorazione che ne consegue sullo stipendio.

Questo perché, in base alla nuova organizzazione aziendale, si lavora di mattina, pomeriggio e notte non più soltanto dal lunedì al venerdì (dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22 e dalle 22 alle 6), ma anche il sabato e la domenica, con due giorni di riposo a settimana non sempre consecutivi.

Dopo sei giorni di mattina, si finisce di lavorare alle 14 del sabato e si ricomincia con la notte alle 22 della domenica. Turni ravvicinati e stressanti per lavoratori e sindacati. L’aumento del lavoro è legato alla marcia in più messa dalla Sevel, per cui lo stabilimento sulmonese produce componenti e pezzi. La produzione nella fabbrica di Atessa è salita a mille e 160 furgoni al giorno, con circa 3mila veicoli in più al mese rispetto all’anno scorso. Una ripresa importante per il mercato dell’auto in forte crisi fino a qualche tempo fa, ma che sta generando malcontento nella fabbrica sulmonese più grande del territorio con 636 occupati. La più grande realtà produttiva del Centro Abruzzo, anche grazie al suo indotto, quest’anno resta la grande esclusa anche dai fondi Fas, e questo peserà sul futuro dello stabilimento.

Federica Pantano

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