«Mai più tagli nelle scuole»

14 Settembre 2016

Zarro: bisogna puntare a un anno scolastico di qualità

di ROMOLO ZARRO*

Le operazioni di mobilità dei docenti, soprattutto per la scuola primaria e secondaria di primo grado, ma anche le modalità ed risultati del “concorsone”, hanno mostrato in questi ultimi mesi la permanenza nel nostro Paese, ad oltre 150 anni dalla proclamazione dell’Unità italiana, di un sistema scolastico ancora profondamente diviso per natura, organizzazione, qualità del servizio.

Il maggior numero di studenti al centro-nord spinge i docenti del meridione ad accogliere un’offerta di lavoro scolastico carente nel sud; si ripete quello che si verificava anche negli anni Cinquanta-Sessanta del secolo scorso con quanto avveniva per le fabbriche e le industrie.

Per recenti studi del Miur il 67% dei docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (160.157 su 237.252 ) risiedono nel Mezzogiorno; altri 33.000 docenti meridionali, pari al 13,9% del totale degli iscritti, sono compresi in graduatorie di provincie centro-settentrionali; in pratica l’82% è residente nel Sud. Nel decorso anno scolastico vi sono stati nel Sud circa 500.000 alunni in meno rispetto a venti anni fa.

Per converso, nel centro-nord si registrano, incrementi che fanno emergere una differenza di 320.809 alunni in più rispetto al 1997-98; è facile intuire quel che ne consegue quanto a classi e ad organici. Il Mezzogiorno mostra così tutta la sua crisi per l’assenza di progetti di sviluppo, per gli elevati tassi di disoccupazione, per gli indici carenti dei servizi, per la presenza di organizzazioni malavitose, per la permanenza – anche in Abruzzo – di classi con trenta o più allievi.

Tutta la comunità scolastica meridionale si trova di fronte a scelte ineludibili! Il problema più urgente per la scuola pubblica, statale e paritaria, è quella di elevare l’offerta formativa, su cui la legge 107/2015 si sofferma ampiamente, e di contrastare, in modo organico, ogni forma di dispersione scolastica, sia per l’abbandono, sia per l’insuccesso negli studi.

Gli studenti costituiscono il capitale umano più importante o la riserva aurea del nostro Paese; bisogna, perciò, ridurre drasticamente il numero di quelli che non frequentano alcuna istituzione, ovvero il Neet (Not in education, employement or training). Secondo gli ultimi studi dell’Istat, nel Mezzogiorno sono il 21,4% i giovani che nel 2014 non sono inseriti in un percorso scolastico o formativo e non sono impegnati in attività lavorativa; in Abruzzo, però, le percentuali presentano dati meno preoccupanti che in Puglia, in Campania, in Calabria.

È necessario anche ripristinare un saldo collegamento della Scuola con le Aziende e con le Università, soprattutto con specifiche intese, per intensificare le possibilità occupazionali.

Mai più “tagli” nella Scuola! Mai più ridurre gli investimenti nell’ambito scolastico! Soprattutto nel campo degli studi professionali occorrono scelte autonome che tengano conto delle effettive realtà territoriali.

Ogni deficit culturale mina le basi del civismo e della partecipazione democratica delle persone e impedisce anche qualsiasi possibilità di diffusione in Paesi europei ed extraeuropei della nostra lingua; in Francia, in Germania, in Spagna, vi sono sforzi finanziari crescenti per diffondere le rispettive lingue.

Infine, la condizione formativa determinata dal numero di immigrati, richiede un esame approfondito da parte delle istituzioni scolastiche. La componente non comunitaria in Abruzzo (57.040 persone nel 2015) è presente soprattutto a Teramo (33,3 % ), poi all’Aquila ( 30,1 %), quindi a Pescara (20,3 % ), ridotta a Chieti (16,3); si pensi che le dodici persone che il Papa ha portato con sé da Lesbo, il giorno successivo all’arrivo in Italia sono state impegnate in una prima lezione di apprendimento della lingua italiana. Avremo, insomma, un anno pieno di incognite, ma ricco di fascino, che potrà dare positivi risultati se istituzioni, scuole, docenti, allievi, famiglie concorreranno ad arricchirlo con il proprio impegno e con l’insostituibile apporto di ognuno.

*(già Provveditore

agli studi dell’Aquila)

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