Mai un uso residenziale per il palazzo delle Poste

5 Gennaio 2015

L’immobile venduto a una ditta di Isernia attraverso un avviso di gara. Di Stefano: l’edificio verrà ristrutturato ma non trasformato in appartamenti

L’AQUILA. «L’edificio delle Poste, in piazza Duomo, non sarà mai destinato ad uso residenziale». Ad assicurarlo è l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che ha seguito per conto dell'amministrazione le trattative per la vendita dello storico palazzo, da parte di Poste italiane, a una ditta molisana. Un’operazione che ha preso le mosse già nel 2011, con un avviso di gara pubblicato a maggio per la vendita «congiunta» degli immobili «siti in Padova (largo Europa) e L'Aquila (piazza Duomo)».

«Ad aggiudicarsi l’edificio, qualche tempo fa, è stata una ditta di Isernia» spiega l'assessore. Un privato, insomma, che avrebbe voluto la trasformazione della destinazione d’uso dell’edificio da direzionale a residenziale, probabilmente per costruire, nei locali che prima del terremoto erano occupati dagli uffici postali, bellissimi appartamenti con affaccio direttamente su piazza Duomo. Un business da milioni di euro, che tuttavia non è piaciuto agli amministratori comunali. «Ci è stato anche presentato un progetto che non abbiamo assolutamente preso in considerazione», prosegue Di Stefano. «Finché al timone del Comune ci sarà l’amministrazione Cialente questaoperazione non si farà. Già ci è sembrata assurda la vendita da parte delle Poste di quello che per gli aquilani era a tutti gli effetti un punto di riferimento importante».

La decisione è stata presa subito dopo il terremoto del 2009. A causa del sisma, infatti, l’edificio di piazza Duomo è stato chiuso poiché gravemente danneggiato sia internamente che esternamente. «Adesso il privato aggiudicatario dovrà pensare ai lavori di ristrutturazione», spiega l’assessore. «Bisognerà poi intavolare una trattativa direttamente con Poste italiane e capire qual è la loro strategia in città. Certo è molto importante che un ufficio postale venga riaperto nel centro storico. Se non ci saranno gli abitanti, i negozi e i servizi, il cuore della città non tornerà a pulsare». Di Stefano non esclude neanche la possibilità che le Poste decidano di occupare in futuro lo stesso edificio già venduto, magari prendendo in fitto solo il piano terra. «In Italia, purtroppo, spesso accade così», dice. «Non ci sarebbe da meravigliarsi, nell’ottica di un risparmio complessivo. Per il momento, però, non abbiamo rassicurazioni di sorta. Intanto i lavori all’interno del palazzo sono cominciati. Una volta conclusi cercheremo di capire il da farsi e di trovare la soluzione più idonea alla città. Soluzione che certo non coincide con una destinazione residenziale dello storico edificio».

Michela Corridore

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