Maiella, la montagna si riscalda: 4° in più d’inverno in cento anni

7 Luglio 2022

Il monitoraggio in Appennino va avanti dal 2001 in 64 punti: questi i risultati resi noti dal Parco Gli esperti: «Se l’andamento dovesse continuare ci sarebbero seri problemi per l’ecosistema»

SULMONA. Negli ultimi 100 anni la temperatura sulla Maiella è aumentata fino a 4,38°. A stabilirlo, dopo un lungo e attento studio che va avanti dal 2001, è stato il Global research initiative in Alpine ecosystems, monitorando l’andamento delle temperature e le conseguenze sull’ecosistema e sulle vette dell’Appennino. L’estate torrida che stiamo vivendo non è l’unica degli ultimi anni. Le temperature dall’inizio dello studio a oggi hanno avuto un incremento di 1,29° in autunno e un più 0,88° come media annuale.
Secondo gli esperti del Gloria «se questo trend dovesse continuare comporterebbe l’aumento in 50 anni della temperatura in alta quota di 2,64 gradi con conseguenti problemi per l’ecosistema».
Da tempo sentiamo parlare dei cambiamenti climatici come veri e propri nemici dell’uomo e del pianeta, proprio nei giorni scorsi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando della tragedia della Marmolada, ha precisato che si tratta «del simbolo di un cambio di clima non governato». Lo studio promosso in Abruzzo, e portato avanti grazie al supporto logistico del personale del Parco nazionale della Maiella ed economico-finanziario e scientifico degli enti di ricerca della rete europea del progetto Gloria, ha rivelato di fatto come attraverso l’innalzamento delle temperature in alta montagna «gli scenari da qui a qualche decennio potranno trasformarsi radicalmente».
Alcuni monitoraggi sulla vegetazione di alta quota, per esempio, hanno evidenziato un aumento significativo della temperatura nell’ultimo secolo con una media di + 2,87° in primavera e di + 4,38° in inverno e un aumento delle minime in estate di 3,17°. «Il monitoraggio viene svolto in 64 aree permanenti collocate nel piano alpino del massiccio della Maiella e nel piano altomontano dei Monti del Matese», ha spiegato Luciano Di Martino, direttore del Parco della Maiella, «le principali attività di monitoraggio periodico riguardano fra gli altri la diversità e l’abbondanza della flora, la temperatura a livello del suolo, la dinamica del carbonio. Sono studi importanti a cui le istituzioni possono far riferimento per capire quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici sulle montagne italiane, ambienti fondamentali per preservare i servizi ecosistemici più importanti per il genere umano, come le risorse di acqua e aria».
Le aree dove viene svolto il monitoraggio si trovano sul massiccio della Maiella, che raggiunge con Monte Amaro la sua massima elevazione (2.794 metri) e dei monti del Matese, la cui vetta più alta è Monte Miletto (2.040). «In questa estate 2022», ha evidenziato Angela Stanisci, docente dell’Università del Molise, responsabile scientifico in Appennino centrale del progetto Gloria, «i ricercatori di 18 Paesi europei stanno raccogliendo nuovi dati sulle principali catene montuose del continente, che serviranno ad aggiornare le conoscenze sul riscaldamento climatico e il suo impatto sugli ecosistemi».