Malati di gioco, un incontro per guarire

Iniziativa sulla ludopatia della Fipac Confesercenti, appuntamento venerdì a San Demetrio
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. «Il gioco d’azzardo non ha età» è il tema della conferenza che si terrà venerdì 12 alle 15,30 a San Demetrio ne’ Vestini (sala Aurora) organizzata dalla Fipac, la Federazione dei pensionati di Confesercenti, in collaborazione con Ancescao e con il contributo della Camera di Commercio.
All’incontro, aperto dai saluti del sindaco Silvano Cappelli, parteciperanno il direttore nazionale Fipac Lino Busà, il presidente provinciale Fipac Stefano Di Giampietro, il delegato regionale Ancescao Michele Lucidi, il presidente del Centro sociale anziani di San Demetrio Rossano Visconti, la dottoressa Marianna Piccioni, psicoterapeuta dell’associazione «Collegamenti» e il dottor Mauro Cerasoli, docente universitario.
«La ludopatia», si legge in una nota dei promotori dell’iniziativa, «è ormai un fenomeno altamente diffuso nel nostro Paese. Le vittime non si contano più, sia in termini economici che di effetti sulla vita quotidiana. È indubbio che la crisi sia una delle cause principali che hanno portato alla crescita di questo fenomeno. Dallo Studio di Fipac Confesercenti emergono dati allarmanti, in continua crescita. In Italia, solo nel 2012 il fatturato del gioco ha raggiunto quota 87 miliardi, contro gli 80 dell’anno precedente, di questi, solo 16 miliardi sono state distribuite in vincite. Questo primo dato dà l’idea di quello che stiamo vivendo, e cioè un fenomeno che, così come viene imposto, non garantisce crescita economica per il paese e non riesce a salvare dal baratro più di 800mila vittime. Molti di questi sono anziani, si stima, infatti, che 1.700.000 Over 65 siano giocatori. Di questi, però, bisogna distinguere tra problematici e patologici. I primi, rappresentano circa 1.200.000 della popolazione anziana giocatrice, mentre i casi di giocatori d’azzardo patologici sono circa 500mila. Complessivamente, gli anziani giocano 5,5 miliardi, circa 3200 euro l’anno e 266 euro al mese. Questo dato medio oscilla tra i 100 euro spesi da giocatori anziani non patologici e i 400 di chi è ormai malato. Per evitare che i numeri di pensionati malati di gioco crescano, un primo passo potrebbe essere che le organizzazioni e le istituzioni riuscissero a collaborare, per fare una buona prevenzione verso quei soggetti che mostrano la patologia. Bisogna dire alla politica di fare la sua parte, che si faccia “rete” tra istituzioni, enti e associazioni di categoria, per ridare al gioco l’importanza che merita. Il gioco, infatti, dev’essere inquadrato prima di tutto sotto un aspetto ludico, di passatempo e divertimento, è il concetto condiviso di divertimento, che non deve diventare però grave problema e, appunto, ludopatia. Fipac Confesercenti vuole fare luce su un fenomeno che ha raggiunto ormai livelli straordinari».

