«Malati in viaggio all’Aquila per una ricetta»
SULMONA. Oltre a patire le conseguenze di una malattia rara e invalidante, i malati di fibrosi polmonare devono anche subire le lungaggini e le diavolerie burocratiche. I pazienti, infatti, sono...
SULMONA. Oltre a patire le conseguenze di una malattia rara e invalidante, i malati di fibrosi polmonare devono anche subire le lungaggini e le diavolerie burocratiche. I pazienti, infatti, sono costretti a recarsi all’Aquila per avere gratuitamente il farmaco necessario per le loro cure, dal momento che sono solo quattro i medici titolati alla prescrizione del principio attivo del pirfenidone. Il medicinale va preso per 28 giorni e poi bisogna sottoporsi ad analisi del sangue per ottenere la nuova prescrizione e ordinarlo, calcolando i circa tre giorni di attesa per l’arrivo nelle farmacie cittadine. Si fa portavoce dei malati di fibrosi polmonare il Tribunale per i diritti del malato, che ha scritto alla Asl per chiedere una soluzione al calvario dei pazienti. «Sono molte le persone che si trovano in questa situazione», dice l’avvocato del Tdm Catia Puglielli, «la gran parte delle quali anziane e dunque impossibilitate a fare questi viaggi della speranza verso L’Aquila». Da qui la lettera alla Asl, chiedendo la possibilità di prescrizione negli ospedali. «Al fine di poter accedere al farmaco i malati devono ogni mese attivarsi con transaminasi, prescrizione e richiesta del farmaco per poter ottenere in tempo utile la sua consegna», è scritto nella missiva, «in alcuni casi addirittura i malati, a causa del loro stato invalidante, non avendo le risorse umane per recarsi dal professor Donati, referente provinciale per la prescrizione, devono rinunciare ad effettuare la cura. Al fine di rendere effettivo il diritto alle cure, si chiede, dunque, di apprestare ogni misura affinché i pazienti non residenti nel capoluogo possano relazionarsi con i distretti sanitari o con i presìdi ospedalieri più vicini».
Federica Pantano
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