Malati sulle barelle, notte di caos al pronto soccorso

Non si trovano posti letto in Abruzzo, pazienti costretti anche ad attese di 18 ore L’Asl: «Nostro impegno velocizzare al massimo l’iter di assunzione del medico»
AVEZZANO. Nella “sala verde” ci sono malati che da due giorni aspettano un ricovero. Sui letti sistemati lungo il corridoio o nella cosiddetta camera calda dove arrivano le ambulanze ci si affanna con le medicazioni. Altri due posti sono stati trovati nella “stanza ebola”, nata qualche anno fa per contrastare il possibile arrivo del temuto virus. E poi ci sono loro, quelli arrivati alle 9 del mattino e medicati alle 3 della notte, dopo 18 ore di attesa. È una notte di caos al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, una delle tante in un reparto con poco personale e una enorme mole di lavoro. Una notte dove si affilano le prestazioni – alla fine se ne conteranno una settantina – e i malumori dei pazienti fanno il paio con quelli di chi ci lavora in questo caos. «Perché i pazienti sono lungo i corridoi e ammucchiati qua e là? Ci è stato risposto che non si trovano posti letto, né nell’ospedale marsicano né in altre strutture dell’Abruzzo», sottolineano alcuni pazienti. Tesi confermata dagli stessi operatori. Quelli costretti a fare lo slalom tra le barelle e, alla faccia della privacy, a cambiare davanti a tutti i pannoloni agli anziani. Quelli che devono difendersi anche da possibili aggressioni, come accaduto l’altra notte con un romeno spazientito dall’attesa. Personale che corre da una parte all’altra anche per dieci ore di fila, con il rischio di incappare in quale errore.
Così certifica l’esposto che venti medici, attraverso gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, hanno recentemente affidato ai vertici dell’Asl, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Dal 2014, per motivi diversi, il pronto soccorso ha perso quattro medici, senza che fossero rimpiazzati. Anche il personale infermieristico diventa carente in quanto una unità viene dirottata al servizio di 118 che invece dovrebbe avere del personale dedicato. Secondo i medici, «questa situazione di stress lavorativo aumenta in maniera esponenziale anche il rischio di errore diagnostico o terapeutico esponendo il paziente e gli stessi operatori a gravi ripercussioni».
Il problema del pronto soccorso è stato al centro di un recente vertice tra il manager dell’Asl, Rinaldo Tordera, il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, e le organizzazioni sindacali. Tordera, interpellato dal Centro dopo l’ennesima notte di caos, torna a ribadire interventi. «Dal primo ottobre», afferma il manager Asl, «verrà attivata la vigilanza notturna, dalle 18 alle 6, a tutela degli operatori sanitari e degli utenti. Nel frattempo, all’ospedale di Avezzano, nel contesto delle azioni programmate col sindaco De Angelis per rafforzare il pronto soccorso, abbiamo avviato tutte le procedure per assumere un altro medico a tempo indeterminato».
«Sarà nostro impegno», conclude Tordera, «velocizzare al massimo l’iter di assunzione, in modo da concluderlo a tutti i costi entro settembre. Utilizzando le opportunità consentite dalla normativa, l’Asl nel frattempo continuerà a cercare ulteriori medici a tempo determinato tramite avvisi pubblici. Strada praticata di continuo nei mesi scorsi che però, a causa della rinuncia dei medici contattati, non ha dato per esito positivo. Al di là dell’impegno a 360 gradi profuso da questa direzione, è necessario il contributo di tutti, a partire dagli utenti che, con il sostegno di medici di famiglia, vanno sensibilizzati a rivolgersi al pronto soccorso solo per casi gravi, potendo farsi assistere al di fuori dell’ospedale per problemi che esulano dall’urgenza ed evitando in tal modo l’affollamento».
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