Malato di legionella, allarme nel palazzo

23 Giugno 2019

Sessantenne residente a Bagno ricoverato da una settimana, i vicini di casa sollecitano verifiche agli impianti idrici

L’AQUILA. Dopo i recenti casi nella Marsica, anche un sessantenne aquilano è stato colpito dal batterio della legionella ed è attualmente ricoverato nel reparto di Pneumologia dell’ospedale San Salvatore. Le sue condizioni non sono preoccupanti, come conferma l’Asl, ed è scattato il protocollo che viene applicato in queste circostanze: la notizia è stata comunicata prima alla direzione sanitaria e quindi al settore Igiene e Prevenzione, che viene incaricato di mettere in atto i controlli, per risalire al luogo dove si è sviluppato l’agente patogeno. Una volta individuata la fonte, si passa alle operazioni di bonifica degli ambienti.
COME CI SI AMMALA. La legionellosi, conosciuta anche come malattia del legionario, non si trasmette da persona a persona e quindi l’eventuale pericolo di contagio è legato solo all’area dove è stato contratto il batterio. Di solito, le verifiche riguardano sia le strutture residenziali frequentate dal paziente che quelle lavorative. L’azienda sanitaria ha assicurato che, al momento, non si registrano altri casi nell’ospedale aquilano.
L’ALLERTA. C’è però preoccupazione tra i vicini di casa dell’uomo, che vive in un complesso residenziale di nuova costruzione nella frazione di Lilletta di Bagno: la voce si è sparsa velocemente e gli stessi inquilini si sono rivolti all’Asl per sollecitare i controlli, in particolare al sistema idrico che serve gli immobili. «I controlli sull’acqua spettano all’Arta», spiegano alcuni residenti, «e crediamo siano urgenti. Ci sono una trentina di famiglie, con anziani e bimbi piccoli, che potrebbero essere a rischio. Naturalmente speriamo che il nostro vicino abbia contratto il batterio della legionella altrove e gli auguriamo di tornare presto a casa, ma intanto è passata già una settimana dal suo ricovero e ulteriori ritardi non saranno tollerati. Ci dicono dall’Arta che c’è carenza di personale: attualmente una sola persona si sta occupando di questo genere di controlli e recentemente si sono registrati diversi casi in Abruzzo, anche sulla costa. Ma non si può giocare sulla salute dei cittadini a causa della mancanza di personale». Secondo l’Asl, non deve crearsi allarmismo tra la popolazione, perché sia i casi registrati ad Avezzano che quello aquilano rientrano nelle casistiche. L’escalation nella Marsica, con 8 ricoveri per legionella dall’inizio dell’anno, di cui 5 nelle scorse settimane, potrebbe essere stata favorita anche dal rialzo termico: il batterio, che è in grado di sopravvivere nell’acqua e nel fango e si tramette per via aerea, si risveglia tra i 25 e i 55 gradi. La legionellosi colpisce prevalentemente il sistema respiratorio con forme anche acute di polmonite.
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