Malore sul Gran Sasso, muore a 65 anni

12 Agosto 2019

Mix di caldo e fatica: escursione in montagna funestata. Soccorso dall’elicottero del 115, si spegne poco dopo in ospedale

L’AQUILA. Era andato in montagna in cerca di frescura, ma un arresto cardiaco lo ha stroncato durante una giornata di caldo record. Potrebbe essere stato un mix di caldo e fatica a causare il malore che è costato la vita ad Antonio Toto, che aveva compiuto 65 anni da appena pochissimi giorni, lo scorso 8 agosto. Per stabilire le cause che hanno portato al decesso, tuttavia, saranno necessari ulteriori approfondimenti.
IL MALORE. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’escursionista, originario del Veneto, si trovava nella zona del Gran Sasso, in prossimità del Passo del Cannone, quando ha cominciato ad avvertire i primi sintomi di un malessere che è andato peggiorando nel giro di pochissimi minuti. A quel punto sono scattati i soccorsi, anche grazie al fatto che in questi giorni le montagne aquilane – e in modo particolare il Gran Sasso e la zona circostante – sono assai frequentate da parte di escursionisti di ogni età ed esperienza, viste le particolari e favorevoli condizioni climatiche per le ascese alle vette oppure le semplici passeggiate ad alta quota. In pochi minuti l’uomo è stato raggiunto dai soccorritori, tra i quali il medico del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Gli è stato praticato il massaggio cardiaco in loco e, contestualmente, sono state allertate le centrali operative del 118 e del 115 per il recupero e il trasferimento all’ospedale regionale San Salvatore del paziente in gravissime condizioni. Al momento dell’intervento, infatti, avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, l’elicottero del 118 era impegnato in altre emergenze. Quindi il recupero è stato affidato all’elicottero dei vigili del fuoco, che ha portato il ferito al pronto soccorso dell’ospedale dove si è spento poco dopo.
GIORNATA CAMPALE. Una domenica di superlavoro, quella di ieri, per gli operatori del soccorso in montagna con numerosi interventi quasi concomitanti in zone diverse. Nonostante la sinergia tra le varie componenti, non è stato possibile evitare, tuttavia, l’ennesima tragedia in montagna. Fino a ieri sera gli investigatori hanno ascoltato alcuni conoscenti dell’escursionista, anche per capire sia le sue condizioni di salute degli ultimi giorni sia la tipologia di escursione che aveva scelto per trascorrere la domenica. All’esito di questi accertamenti, unitamente a quelli che vorrà disporre, in via eventuale, il magistrato di turno, si potrà avere un quadro completo dell’accaduto.(cr.aq)
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