Maltratta la moglie: operaio ai domiciliari

13 Giugno 2019

Blitz dei carabinieri nell’abitazione della coppia dopo una telefonata della giovane donna al 112

L’AQUILA. I carabinieri della stazione di Paganica, coordinati dal luogotenente Nunzio Gentile, hanno arrestato sabato notte un giovane polacco accusato di maltrattamenti famiglia ai danni della moglie italiana con inevitabili ripercussioni sui figli piccoli. Il fatto è avvenuto in un paese a Est del capoluogo. Impossibile fornire ulteriori dettagli sulla vicenda per via della tutela della privacy dei minorenni e della moglie.
L’allarme c’è stato sabato 8 giugno quando la donna, stanca di subire botte e vessazioni da parte del marito ubriaco, ha chiamato il 112 dell’Arma.
I militari non hanno impiegato molto per capire quale fosse la situazione anche per via del fatto che il forsennato aveva danneggiato anche l’interno della sua abitazione. Si è poi appreso che queste vessazioni duravano da anni e la donna non ne poteva più anche per tenere al riparo i minorenni da liti furiose che poi finivano in aggressioni. Sono state anche ascoltate delle persone informate sui fatti che hanno confermato i sospetti degli investigatori. Questa è, almeno, la versione dell’accusa.
L’uomo, che tra l’altro svolge dei lavori per il Comune nel quale risiede, è stato ascoltato ieri mattina in occasione della convalida del fermo di polizia giudiziaria davanti al gip del tribunale. L’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Scipione, si è discolpato minimizzando quello che era avvenuto e sostenendo che si è trattato di liti familiari.
Va anche detto, però, che la moglie si era recata in passato al Centro antiviolenze dell’Aquila per denunciare i soprusi, ma poi si era convenuto di attendere qualche tempo in vista dei successivi comportamenti dell’uomo che, a quanto pare, non sembrano essere stati quelli del buon padre di famiglia.
Comunque il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella ha convalidato l’arresto e ha disposto i domiciliari per l’accusato che era finito in cella di sicurezza.
Ovviamente il polacco non potrà tornare nell’abitazione di famiglia, ma sarà ospitato, in un periodo che si presume lungo, da una parente nella frazione di Roio.
Nel frattempo il suo difensore dovrà decidere la strategia in attesa che venga confezionato e formalizzato un capo di imputazione. Occorre vedere se, oltre ai maltrattamenti in famiglia, ci saranno altri reati. Il sostituto procuratore della Repubblica che segue l’inchiesta è Guido Cocco. (g.g.)
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