Maltrattamenti alla madre, figlio a giudizio

Sotto processo un 47enne accusato di aver segregato l’anziana in una stanza della loro abitazione
SULMONA. Avrebbe minacciato e maltrattato l’anziana madre fino a costringerla a vivere in un’unica stanza della loro abitazione, senza poter incontrare nessuno e nella sporcizia rendendole la vita un vero e proprio calvario. Sono le accuse contenute nella richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura nei confronti di un 47enne di Sulmona del quale il Centro non riporta le generalità per le superiori esigenze di tutela di riservatezza della parte civile. Pesanti accuse che il giudice per le indagini preliminari Daniele Sodani ha deciso che dovranno essere accertate in un processo. La storia ha avuto inizio con una perquisizione domiciliare da parte dei carabinieri di Sulmona che stavano procedendo per un altro reato. L’uomo, infatti, era finito sotto inchiesta per stalking da parte della Procura di Teramo. Procedimento che si è concluso con l’assoluzione dell’uomo. Ma nella circostanza della perquisizione i carabinieri constatarono la situazione di disagio e di restrizioni in cui l’uomo teneva la madre ultrasettantenne. E dalle indagini seguenti i carabinieri avrebbero accertato che per un certo periodo di tempo, fino al 31 marzo 2019, l’uomo avrebbe maltrattato la madre convivente, costringendola a vivere nel disordine, polvere e sporcizia, vietandole con minaccia di rimuovere qualunque oggetto che veniva depositato nella casa comune dove il 47enne si era trasferito a seguito della separazione dalla moglie, adoperandosi sistematicamente per gettare all’aria gli ambienti appena riordinati. Sempre secondo le accuse, che dovranno ora essere confermate in giudizio, l’uomo si sarebbe rifiutato di offrire qualunque tipo di collaborazione richiesta dalla madre, procurando danni strutturali all’impianto di riscaldamento, costringendo l’anziana a ritirarsi a vivere in un’unica stanza riscaldata da una stufetta elettrica, evitando di utilizzare la cucina e facendosi portare i pasti confezionati dalla figlia. Un comportamento ingiustificato e ingiustificabile, sempre secondo la Procura, quello del 47enne, che sarebbe riuscito, attraverso minacce e violente reazioni, a ridurre la madre all’impotenza fino al punto di impedirle di dichiarare inizialmente, per timore di ritorsioni, quanto verificato dai carabinieri. Giovedì scorso il gup ha ritenuto credibile il castello accusatorio del pm rinviando a giudizio l’uomo.
La prima udienza del processo è stata fissata per il 19 gennaio 2021. (c.l.)
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