Maltrattava la moglie, imputato scagionato

23 Novembre 2019

Era accusato di maltrattamenti in famiglia e in particolare nei confronti della moglie. Vessazioni ripetute che sarebbero state messe in atto anche in presenza della figlia. Ieri per un uomo...

Era accusato di maltrattamenti in famiglia e in particolare nei confronti della moglie. Vessazioni ripetute che sarebbero state messe in atto anche in presenza della figlia. Ieri per un uomo residente in un paese della Valle Peligna è arrivata la sentenza di non luogo a procedere emessa dal gup del tribunale di Sulmona Daniele Sodani. I fatti fanno riferimento a situazioni che si sarebbero verificate tra il 2002 e il 2015 nel corso delle quali l’uomo, secondo quanto asserito dall’accusa, si sarebbe reso responsabile di una serie di minacce e offese. In particolare l’uomo era accusato di aver costretto l’ex consorte a non frequentare i propri genitori, di averla minacciata di cospargerle il corpo di benzina per bruciarla viva dopo il sospetto di un tradimento, di averla colpita con calci e pugni sulla testa. La donna, che in un primo momento aveva deciso di raccontare tutto ai carabinieri, ha rimesso la querela in cambio del possesso dell’abitazione. La lite tra i due ex coniugi ha fatto scattare anche un procedimento civile. Nel corso dell’udienza preliminare l’uomo, difeso dall’avvocato Gianluca Lanciano, ha scelto il rito abbreviato. Nel corso dell’udienza la donna, assistita dall’avvocato Cinzia Simonetti, si è costituita parte civile nonostante in precedenza avesse ritirato la querela. Il gup, però, ha prima derubricato il reato di maltrattamenti in famiglia in violenza privata e lesioni, per poi emettere la sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’imputato. (c.l.)