Mamma lupa uccisa a fucilate

19 Febbraio 2015

Scanno, atto di bracconaggio alle porte del Parco segnalato con una telefonata anonima

SCANNO. Nuovo grave episodio di bracconaggio alle porte del Parco nazionale d’Abruzzo. Un lupo ucciso a fucilate questa volta a Scanno. Il rinvenimento è stato fatto ieri mattina lungo le sponde del fiume Tasso dagli agenti del comando locale della Forestale, allertati da una segnalazione anonima. Freddato a colpi di fucile, probabilmente quelli di un cacciatore, l’animale non ha avuto scampo. Chiazze di sangue sono state notate anche su alcuni cumuli di neve circostanti, segni evidenti che il lupo è stato colpito in qualche altra zona prima di morire a pochi passi dal centro abitato del paese, in località “Centrale elettrica”.

Gli inquirenti sono al lavoro per delineare un quadro più preciso della situazione, che al momento presenta molti elementi da approfondire. Saranno i risultati della necroscopia, effettuata oggi o al massimo domani dal personale dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, a confermare la causa della morte dell’animale. Ma dai primi rilievi dei veterinari della Asl di Sulmona, giunti sul posto poco prima di mezzogiorno, la causa della morte del lupo potrebbe essere dovuta a colpi di arma da fuoco. L’animale pare che presenti più di un buco trapassante a livello del costato, tipico di un colpo di arma da fuoco con cui potrebbe essere stato ucciso. L’esemplare abbattuto è una femmina adulta, che godeva di ottima salute. A recuperare la carcassa dell’animale sono stati nel primo pomeriggio di ieri gli agenti del servizio di sorveglianza del Parco.

«La morte di un lupo è una triste notizia» commenta Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise «soprattutto se gli esami confermeranno il brutale atto di bracconaggio. Non vorrei che si ritornasse ai tempi nei quali il lupo veniva considerato un animale nocivo, in quanto svolge una essenziale una funzione biologica».

Massimiliano Lavillotti

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