Mamme in “prestito” per badare ai bimbi

14 Novembre 2018

Paola Cimaroli rispolvera la banca del tempo e spopola con Mamsitter. In scena la solidarietà tra donne

AVEZZANO. Avete un appuntamento di lavoro improvviso e non sapete a chi lasciare i bambini? Dovete correre a fare la spesa, ma vostro figlio non è andato a scuola perché sta poco bene? Niente paura: se non avete tate o nonne pronte a correre in vostro aiuto, ci pensa Mamsitter. In tempi difficili tendere una mano a chi è in difficoltà fa bene a se stessi e agli altri. Per questo Paola Cimaroli, originaria di Terracina, ma avezzanese di adozione, ha cercato di applicare le regole della “sharing economy”(condividere l’economia) alla famiglia tradizionale. Da qui, poi, è nata l’idea un baratto del tempo tra mamme per gestire assieme i bambini. Già negli anni ’80 dall’Inghilterra arrivò in Italia l’idea innovativa della “banca del tempo”. In sostanza, associazioni o gruppi di persone si riunivano e si scambiavano gratuitamente del tempo. Oggi che anche un minuto, per una mamma impegnata tra lavoro, famiglia, hobby e impegni di ogni genere, è diventato oro, l’idea della Cimaroli sta letteralmente spopolando.
«Sia nelle grandi città, che nei piccoli centri, tantissime mamme non hanno la fortuna di avere i nonni vicino e si trovano da sole a dover gestire i bambini, con tutto quello che comporta», dice Cimaroli. «Spesso non si ha nemmeno il tempo per fare la spesa, figuriamoci per una cena a due senza pargoli al seguito. Proprio per questo ho pensato di fondare Mamsitter Italia, un’associazione in grado di sopperire a questo tipo di necessità». Il progetto, nato da un gruppo di mamme che si attivano per ospitare a casa i bambini delle altre aderenti al “circuito”, sta già avendo molto successo, tanto che mamma Paola si sta dividendo tra le varie presentazioni nella Marsica e a Roma per far partire nuovi gruppi. L’idea è quella di comunicare attraverso una rete interattiva quando si ha un pomeriggio a settimana libero da dedicare non solo al proprio figlio, ma anche a quelli di altri, ed entro il mese successivo un’altra mamma restituirà il favore.
«Avere la possibilità di interagire con altre persone mentre i bambini giocano sicuri in casa sorvegliati da una mamma condivisa», conclude l’ideatrice, «permette di tornare a un modo di relazionarsi che non appartiene più ai tempi moderni, dove più che mai i ragazzi necessitano della presenza dell’adulto, visto l’isolamento dato dalle nuove tecnologie».
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