Management sanitario, boom di iscritti

Il master si conferma un’eccellenza nella formazione specialistica post-laurea. Politi: tutti occupati i 30 posti disponibili
SULMONA. Nuovo boom di iscritti al master in Management sanitario del Consorzio del polo universitario sulmonese. Per l’ottavo anno consecutivo raggiunge il numero massimo di partecipanti, pari a 30, confermandosi un’eccellenza nella formazione specialistica e consolidando il ruolo di primo piano dell’Università cittadina nell’alta specializzazione post-laurea. Gli iscritti arrivano da ogni parte di Italia, in particolare da Campania e Lazio, ma anche da Piemonte, Puglia, Toscana, Molise, Umbria e Marche. Il master universitario di II livello in management sanitario, organizzato dalle facoltà di Medicina e di Economia dell’Aquila, è rivolto a studenti in possesso di laurea magistrale in economia, medicina e chirurgia, e nelle professioni sanitarie. Le lezioni, che si terranno all’ex caserma Pace per un anno, verteranno sull’epidemiologia, la gestione delle strutture sanitarie, le discipline normative del settore sanitario e l’economia sanitaria. Conferma il trend positivo Fabrizio Politi, preside del polo universitario. «Un ringraziamento», dice il professore, «va innanzitutto rivolto ai docenti che, con impegno e con il loro elevato livello scientifico, hanno consentito e consentono il raggiungimento di questo risultato. Noi non spendiamo nemmeno un euro in pubblicità: la nostra unica pubblicità è la soddisfazione dei nostri allievi il cui “passaparola” assicura da diversi anni il numero massimo di iscritti. Poi questo risultato conferma la bontà della scelta di puntare sulla formazione post-universitaria». In città sono attivati altri master: il Processo telematico, alla seconda edizione (uno dei primi in Italia), il cui bando scade a metà novembre, e il Corso di aggiornamento per agenti e ufficiali di polizia locale (il cui bando sarà pubblicato nelle prossime settimane). Il Consorzio in questi ultimi anni si è qualificato anche come polo di ricerca grazie al finanziamento (da parte della Fondazione Carispaq e di Assidea&Delta) di 2 borse di ricerca sull’approfondimento del ruolo delle banche e degli intermediari finanziari nello sviluppo del territorio. «Risultati», conclude Politi, «molto significativi perché da tempo il nostro Consorzio non ha contributi da enti né attenzioni da parte delle amministrazioni pubbliche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

