Manifesti razzisti contro i ladri, nuove indagini

13 Dicembre 2016

Il gip del tribunale ordina di trovare i responsabili delle affissioni con le foto segnaletiche di tre romeni arrestati per furto

AVEZZANO. Avevano attaccato in varie parti della città alcuni manifesti xenofobi contro tre romeni che erano stati accusati di furto. Ora le indagini dovranno accertare l’identità dei responsabili delle affissioni.

Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Francesca Proietti, dopo la richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica. Bisogna dunque andare avanti con una proroga delle indagini, secondo il gip, e fare luce su una vicenda che, quando venne fuori, fece grande clamore ma sulla quale ancora restano molte ombre.

I fatti risalgono alla fine di agosto dello scorso anno quando, dopo una raffica di furti che aveva messo in ginocchio attività commerciali e abitazioni di cittadini, i carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo riuscirono ad arrestare i presunti autori di alcuni colpi.

Si tratta dei tre romeni Rosca Mihaita, 23 anni, Jonut Nandu Mastahac (26), che dovevano rispondere di un furto a un distributore lungo la Tiburtina, e Pelin Mihai (26), accusato di resistenza a pubblico ufficiale avvenuta durante le perquisizioni domiciliari.

Prima dell’arresto, i tre romeni, difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, erano stati pedinati dai militari in borghese e da pattuglie che perlustravano il territorio.

In un’altra occasione, in piena notte, i tre furono accusati di aver colpito in un bar del distributore sulla Tiburtina. Subito dopo si erano dati alla fuga, poi seguirono le fasi dell’arresto e infine le perquisizioni per ricostruire l’accaduto.

Gli arresti vennero accolti con grande entusiasmo dai residenti tanto che in molti andarono sotto la caserma in attesa dell’uscita dei romeni dentro le auto dei carabinieri. La situazione, però, sfuggì di mano e il giorno successivo furono trovati alcuni manifestini con le foto dei tre arrestati affissi per le vie della città. Fu aperto un procedimento penale e furono avviate le indagini con l’ipotesi di reato formulata, nei confronti di ignoti, di “minacce e incitamento all’odio razziale”.

Anche il provvedimento di revoca degli arresti domiciliari disposto nel corso dell’udienza di convalida fece molto discutere, ma la decisione fu adottata anche alla luce dello status di incensurati dei tre stranieri.

Sui manifesti con le foto segnaletiche dei tre giovani originari della Romania c’era scritto: “Siete tanti ma qui comandiamo noi”, “Guardatevi le spalle, non siete più al sicuro: nessuno di voi”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA