Manifesti, è scontro sulle affissioni

29 Maggio 2017

Di Pangrazio: «Venga rimosso il divieto». De Angelis: «No alla deroga». Eligi: solo noi in regola

AVEZZANO. I manifesti diventano oggetto di scontro in campagna elettorale ad Avezzano e a Trasacco. La decisione del prefetto Giuseppe Linardi, che ha disposto la rimozione dei manifesti su muri e vetrine delle città, ha suscitato molteplici reazioni. Il sindaco Gianni Di Pangrazio gli ha scritto una lettera: «La vostra decisione ha suscitato lamentele da parte di numerosi candidati che – come in altre città dove si vota – hanno allestito vetrine con la propria foto. Le preciso che molti di loro mi hanno manifestato il vivo disagio. Nell’evidenziare che gran parte dei comitati sono stati allestiti oltre un mese fa e nel reiterarle un diffuso stato di malessere tra i candidati, molti dei quali hanno sostenuto spese rilevanti per esporre la propria foto nelle sedi suddette, le chiedo uno specifico e urgente incontro al riguardo al fine di trovare una rapida e condivisa soluzione tenendo conto che l’affissione delle foto nelle sedi dei comitati è ormai una consuetudine diffusa». La presa di posizione del sindaco non è piaciuta a uno dei suoi competitori, Gabriele De Angelis.
«Io personalmente e la mia coalizione», dichiara, «non abbiamo intenzione di seguire nessuno sulla via del non rispetto delle leggi. L’osservanza della stessa ha creato più di un disagio anche ai miei candidati che hanno dovuto, anche per rispetto della norma, togliere le vetrofanie già allestite nelle proprie sedi con evidente disagio e perdita di denaro e visibilità. Altri hanno dimostrato di infischiarsene. Chiediamo quindi al Signor Prefetto di non concedere nessuna deroga, di procedere con i controlli sull’applicazione della stessa qualora le forze territoriali competenti non lo facciano».
De Angelis a sua volta finisce nel mirino di Francesco Eligi, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. «Lo sprazzo di legalità dell’ex assessore di Di Pangrazio, ora candidato sindaco per conto suo, arriva a scoppio ritardato», afferma Eligi, «il divieto di esporre le facce dei candidati sulle vetrine delle sedi elettorali era noto ben prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale. La circolare del Prefetto porta la data del 5 maggio, ma solo ora il candidato De Angelis, saltato da uno schieramento all’altro, annunciava a mezzo stampa ciò che andava fatto tempestivamente già l’11 maggio. Alla luce di questo sussulto di legalità viene da chiedersi i motivi del ritardo nel rispetto delle regole. Siamo stati gli unici a togliere la faccia del candidato sindaco dalla vetrina della nostra sede elettorale».
TRASACCO. La lista civica “Trasacco cinque stelle”, guidata dalla candidata a sindaco Adele Paponetti, interviene sullo stesso argomento: «Sugli abusi esistenti in materia di propaganda elettorale a Trasacco sono passati due giorni da quando abbiamo segnalato agli organi competenti gli abusi in materia di propaganda elettorale ma nulla è cambiato. Per noi di “Trasacco cinque stelle” non è un buon segnale il mancato rispetto delle leggi fin dall'inizio di questa competizione elettorale. Ci dissociamo e condanniamo questo modo di fare delle altre liste perché riteniamo che il rispetto delle leggi sia presupposto di buona amministrazione».(red.az.)
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