Mannetti morta all’età di 90 anni Addio alla “Signora dell’Eden”

28 Luglio 2021

Aveva rilevato la storica attività commerciale ai Quattro cantoni, per una vita insegnante di lettere alla Pascoli Ha ricoperto anche diversi incarichi pubblici. Il ricordo: «Donna nobile d’animo, ha dato tanto alla città»

L’AQUILA. Se ne è andata all’improvviso, a quasi 90 anni, Mafalda Mannetti in D’Attoma, la “Signora dell’Eden”. Fu lei che aveva rilevato l’attività a metà degli anni 2000, aveva ristrutturato gli storici locali in stile in Art déco dei Quattro cantoni e li aveva restituiti all’Aquila. Una donna che lascia una traccia indelebile in città dopo aver speso tutta la sua vita per i giovani. Sposata con l’imprenditore Carlo D’Attoma, Mafalda non aveva figli.
Insegnante di lettere della scuola media Pascoli, come logica continuazione del suo impegno per i più giovani è stata anche giudice onorario del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Ma Mafalda non si fermava mai, consigliera di circoscrizione, membro del Comitato per le pari opportunità della Regione Abruzzo, membro del consiglio di amministrazione dell’Afm, Azienda farmaceutica municipale del Comune dell’Aquila.
Alcuni rievocano anche alcune sue donazioni, come quella utilizzata per posare una statua in un quartiere periferico.
Ma molti aquilani la ricordano soprattutto come splendida padrona di casa dell’Eden, lo storico locale che lei stessa aveva rilevato nel 2004, impegnandosi in un restauro curato dai maggiori esperti del settore e finito anche sulle riviste specializzate. Chi, all’Aquila, non ricorda le serata con la Compagnia del Bagaglino. O il magico evento che ha accompagnato l’inaugurazione, nel marzo del 2005. E poi gli incontri, i dibattiti, i politici nazionali che arrivavano nella nuova sala Eden.
Il restauro dell’Eden fu un lavoro curatissimo, che impegnò Mafalda anche economicamente ma che riportò lo storico locale al centro della vita culturale della città.
Poi è arrivata la malattia che l’aveva messa su una sedia a rotelle, senza però farle perdere mai la straordinaria signorilità, da tutti apprezzata. E poi, nel 2009, il colpo più duro. Il terremoto che aveva reso l’Eden inagibile, e purtroppo lo è ancora oggi. Ogni tanto, qualcuno riesce a superare le transenne ai Quattro cantoni e ad affacciarsi per sbirciare dai vetri impolverati le vestigia di quel tempo non troppo lontano stravolto dal terremoto. Ma Mafalda non ha potuto più seguire le sorti dello storico locale.
«Una donna signorile, nobile d’animo, che tanto ha dato all’Aquila», la ricordano quanti l’hanno conosciuta e amata, «una vita spesa per i giovani e tra i giovani, sempre con eleganza. Poi aveva rilevato il bar, soffrendo molto per la chiusura conseguente al terremoto del 6 aprile. Sognava di vederlo riaperto. Speriamo che sia così, lo dobbiamo alla sua memoria».
L’annuncio della scomparsa per una improvvisa crisi respiratoria è stato dato dalla nipote, Carla Mannetti, assessore alla Mobilità del Comune dell’Aquila, suscitando in città una ondata di commozione.
I funerali domani alle 11 nella basilica di San Bernardino. (r.p.)
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